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Spia di sogni e disagi: King Krule @Magazzini Generali (Milano) 28/11/2017

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Novembre piovoso in quel di Milano, le gomme delle auto slittano sull’asfalto lucido, le goccioline di pioggia s’affollano sui vetri e una fila corposa di gente s’ammassa fuori dai Magazzini Generali. Il concerto inizia puntuale, gente ha già preso posto nelle prime file e ovunque, sold out, è chiaro. Non poteva essere altrimenti. King Krule è in città e c’è aspettativa molto alta.
Dopo aver ascoltato un po’ di suoni spiegazzati del dj Adigun Connor, inizia la parte seria della serata. Il re dei rossi sale sul palco tra fumi densi come quelli che risalgono dai tombini nelle strade di New York. Archy Marshall al secolo, King Krule al microfono: luci fucsia e blu scendono a incoronare lo sfrontato giovanissimo singer. Dopo quattro anni dall’uscita di Six feet beneath the moonrieccolo sulla cresta delle note più fuse e febbrili dell’ultimo disco The Ooz: il risultato è un catatonico ondeggiare e spintonarsi e cantare fino a sentir graffiare la voce. Has This is?, Ceiling, Dum Surfer, A lizard state si susseguono, si aspettano, si intrecciano. Siamo nel garage degli echi provenienti direttamente dai sogni, con i bassi che rimbombano come in una botte, le sirene del jazz s’affollano da lontano per sfumare la vista e lasciare solo il corpo in preda ai rigurgiti sconnessi. The locomotive, Sublunary, Half man half shark, Rock bottom tutte assieme, tutte di fila, due o tre parole a distanziarle, King è uno ermetico. Lonely blue è un lungo scivolo senza appigli, insofferente e setosa. Note blu, mercuriali, incazzose e schive. Out getting ribs riaccende gli animi dopo la breve uscita di scena di rito. Un giro di chitarra che scava dentro qualche meandro, chissà quale, e poi lo velocizza fuori, racconto a cuore aperto. Una voce che fagocita come la bocca della notte, respirando dentro all’improvvisazione del punk, è un ruggito solitario, levigato dagli influssi carezzevoli del blues.
Arroccato in punta di piedi sul tetto generazionale, King Krule è il fenomeno musicale dei suoi stessi anni, gentilmente disconosciuto, spia di disagi e sogni.
Seleziona tutto King, Ctrl+Z e mandali al diavolo.

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