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H3+ – Paolo Benvegnù

recensione_Paolo-Benvegnù-h3_IMG_201704A nuova vita, all’entusiasmo dei secondi, ai limiti dei sensi, alla deriva”.
Questi sono i primi bellissimi versi con cui Paolo Benvegnù ci introduce H3+, il suo ultimo lavoro uscito lo scorso 3 Marzo per Woodworm Label/Audioglobe. Un album che conclude una trilogia, iniziata con Hermann e proseguita con Earth Hotel, che indaga l’animo umano. La consapevolezza si spinge a livelli ancora superiori e lo si intuisce già dal titolo: H3+, lo ione triatomico d’idrogeno, è la particella alla base dell’Universo. Così nasce un’intuizione: se noi siamo fatti della stessa materia dell’Universo perché non immaginarci di essere altro; e se l’uomo diventasse una particella vagante nello spazio come si comporterebbe? Conserverebbe memoria umana? Ed ecco tornare a quei primi versi pronunciati da Victor Neuer, esploratore che decide consapevolmente di buttarsi nel vuoto per conoscere cosa c’è, metafora di un viaggio più grande, interiore. Pur mantenendo uno stile riconoscibilissimo, ci ritroviamo dentro un’atmosfera musicalmente un po’ diversa dal passato, qui diventa fluttuante, più o meno costante per l’intero disco; accenni di elettronica, sax, fiati, e lunghe code finali, dove tutto scorre.
Non troviamo più il corpo, carne e sangue, dei dischi precedenti, portatore di desideri e sofferenze. Si prova a liberarsene per diventare altro, per entrare in armonia con l’Universo e trovare pace e luce.
I sentimenti, le emozioni, quelli restano, qualunque forma noi assumiamo, così Olovisione in parte terza è una ballata d’Amore, dedicata a chi ci ha segnato e dove regnano delicatezza e grazia: “ma quando riusciremo a sfiorarci sarà l’incanto dell’amore a illuminarci“.
E nello spazio vuoi non incontrare chi molto probabilmente proprio da lì era venuto?! Goodbye Planet Earth riprende musicalmente Ashes to Ashes, e a proposito Benvegnù durante uno dei live di presentazione, con la simpatia che lo contraddistingue (e chi lo conosce dal vivo sa di cosa sto parlando), ci dice essere “un pezzo di David Bowie fatto male, grazie, arrivederci”. In realtà è un omaggio, fatto benissimo, a poco più di un anno dalla sua scomparsa, a un altro grande esploratore dell’infinito. Il brano poi prende la sua strada, e il corpo diventa un’astronave.
Se questo sono io è il singolo, che, parole di Benvegnù, fa pensare a quei momenti in cui ci si sente così inadeguati da volere evaporare, diventare un fantasma e sentirsi finalmente in sintonia con gli elementi circostanti. E lo ritroviamo rasserenato ed accogliente. Una chicca è la presenza di Steven Brown dei Tuxedomoon in Slow Parsec Slow, che col suo sax impreziosisce una delle canzoni di maggiore impatto del disco: è il nuovo mondo, tutto ciò che è inutile non ha alcun senso e non ne avrà mai… tutto è luce, tutto si illumina, e sono brividi.
In conclusione una No Drinks No Food, che è il ritorno a casa e la pace ritrovata.
Dopo la perdita e l’abbandono ecco finalmente la rinascita, nuova ripartenza, nuova vita, sotto un’altra forma.
Paolo Benvegnù e i suoi meravigliosi compagni di viaggio, alcuni di sempre, ci lasciano un altro pezzo di cuore. Benvegnù, come Victor Neuer, è un esploratore, un navigatore, un avvisatore e la sua profondità, la sua sensibilità e la sua costante ricerca dello stupore lo hanno portato a viaggiare per noi e a rivelarci visioni e riflessioni in cui ritrovarci. E rinascere a vita nuova, uno dei messaggi più belli che possano essere lasciati. Questo sei tu caro Paolo, e sei tanto.

Credits

Label: Woodworm Label / Audioglobe – 2017

Line-up: Paolo Benvegnù (voce e programmazioni) – Luca “Roccia” Baldini (basso) – Andrea Franchi (chitarre, percussioni) – Marco Lazzeri (pianoforte, tastiere, continuum) – Ciro Fiorucci (batteria, programmazioni); con la partecipazione di Mr Steven Brown (sax soprano, sax alto)

Tracklist:

  1. Victor Neuer
  2. Macchine
  3. Goodbye Planet Earth
  4. Olovisione In Parte Terza
  5. Se Questo Sono Io
  6. Quattrocentoquattromila
  7. Boxes
  8. Slow Parsec Slow
  9. Astrobar Sinatra
  10. No Drinks No Food

Link: Sito Ufficiale, Facebook

H3+ – streaming

Se questo sono io – video

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