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Ventiquattro fotogrammi al secondo – Il Riso Degli Stolti

recensione_Ilrisodeglistolti-24fps_IMG_20160624 fotogrammi al secondo è il disco d’esordio de Il Riso degli Stolti, duo napoletano composto dal cantautore Antonello De Simone e dal compositore Angelo Beneduce.
È possibile raccontare la vita in 10 canzoni più una bonus track? Sì, scegliendo le esperienze e gli attimi e fermandoli in flash e istantanee. Come in un film perché proprio 24 sono i fotogrammi per secondo che compongono le immagini filmiche. I temi sono quelli che stanno a cuore a tutti noi e nelle cui reti di significato ci dibattiamo come pesci: la ricerca del proprio io, la frammentazione dell’identità, gli incontri e le fortuite scoperte, i segreti e gli abissi in cui affacciarsi. Eppure sembra di avvicinarsi a loro per la prima volta, tale è la luminosità dei testi e la cura nella scelta dei suoni, mai banali.
Piovono istantanee sui selciati delle vie che fumano di nebbie/tra le calli spente/squarci di fotografi e di una città che sveglia i cani/scorrono istantanee scene che restavano nel sonno e le sue fasi/tra le sale spente/squarci di mattini accesi che ti svegliano d’estate…cadi sigaretta cadi in lacrime/cenere che cerca il viso su cui piangerle/lascio stasera un pensiero ai piedi di queste scale/domani domani il tempo sarà veleno/da bere tutto d’un fiato/io e te” ecco i fotogrammi di 24 fps, la canzone che dà il titolo all’album nasce da un riff di chitarra acustica in cui sono incastonati, come gemme, versi scritti in un caffè a Venezia, alle prime luci dell’alba durante il Festival del Cinema.
Cantautorato cinematografico come amano autodefinirsi Angelo e Antonello. Un disco che si fonda su un nucleo di voce, chitarra, pianoforte e violoncello, arricchendosi – via via e di canzone in canzone – di ritmi e fiati e arpeggi, fino a raggiungere la complessità di voci di un’orchestra. Tra i brani che colpiscono come fermi immagine: Il riso degli stolti, una canzone di pochi versi densa di suoni e significati, con un’anima funky che ospita fiati e archi; Qualcuno dice al caso, una ballata folk, un piccolo valzer, per chiedere al caso di agire per conto nostro; Luna turca, un tema orchestrale per il pezzo più cinematografico dell’album sei minuti e quaranta con momenti di pathos, frenesia e distensione.
Ogni brano è completato da un’illustrazione di Adriana Papa, autrice anche della copertina.
Un disco che ha aspettato dieci anni per vedere la luce e arrivare a noi. Il Riso degli Stolti, infatti, nasce a Napoli nel 2006, già dotato di una buona dose di (auto)ironia che scelse di far diventare identità un gioco di parole, quasi a tracciare sin da allora una linea ossimorica tra gioiosa malinconia.

Credits

Label: Psych Up Melodies e Trail Music Lab – 2016

Line-up: Antonello De Simone (voce e chitarre), Angelo Beneduce (pianoforte), Pasquale Benincasa (batteria, vibrafono), Costantino Rubini (contrabbasso), Marianna Sinagra (violoncello), Luca Bagagli (violino), Luigi Castiello (double bass e electric bass), Giuseppe Colucci (sassofono), Ernesto Nobili (chitarra elettrica), Gianluca Rovinello (arpa), Massimiliano Sacchi (sassofono baritono), Salvatore Casaluce (chitarra elettrica), Rino Saggio (sassofono tenore), Mario Tammaro (trombone), Ciro Riccardi (tromba)

Tracklist:

  1. 24 fps
  2. Il riso degli stolti
  3. Qualcuno dice al caso
  4. Nel mio piccolo risveglio
  5. L’ultimo boccascena
  6. Sofia
  7. Di questo si agitano i tuoi occhi
  8. Ruggine
  9. Giorni d’assurdo
  10. Luna turca
  11. [Rumore di fondo] bonus track

Link: Sito UfficialeFacebook

Ventiquattro Fotogrammi Al Secondo – streaming

L’ultima boccascena– YouTube

 

 

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