Home / Recensioni / EP/Self Released / Modern times – ED

Modern times – ED

recensione_ed-moderntimesep_IMG_201605Gradito ritorno per il cantautore modenese Marco Rossi, in arte ED, con Modern Times, un EP di tre brani che anticipa l’uscita del suo prossimo disco, prevista per Ottobre 2016. Dopo il precedente Meglio soli, in italiano, ED torna alle origini cantando nuovamente in inglese, lingua con cui scrive da sempre e con la quale si trova particolarmente a proprio agio.
Modern times sono i tempi moderni, e così come Charlie Chaplin nell’omonimo film ci raccontava come i mutamenti tecnologici avessero condizionato la sua età, così ED racconta i nostri giorni.
In particolare è la comunicazione a risentirne, diventata sì più ricca di mezzi ma sempre più povera di contenuti. Siamo totalmente succubi di computer, social network, e la nostra quotidianità ne è stata totalmente fagocitata, cambiando il modo di stare insieme. Così proprio nel brano Modern times vediamo come spesso si riesca ad essere qualcuno solo dietro ad uno schermo.
E si parla di relazioni. In The color I want il protagonista non vuole più guardare al passato, ma ricominciare dal presente e scegliere i colori della propria vita.
E Whatever ci dice che nonostante le ferite si va avanti consapevoli di sé.
Di contrasto all’abuso di tecnologia dei tempi moderni ED usa un suono pop lo-fi, che avvolge i brani restituendoci un’atmosfera vintage e sognante. D’ispirazione, tra gli altri, l’amato Elliott Smith, che ED riesce a riportarci in vita. Uso minimale degli strumenti e cantato delicato.
ED è uno sperimentatore e dotato di grande talento, e non vediamo l’ora arrivi l’intero album.
Nel frattempo possiamo goderci queste tre prime tracce in loop e seguire i suoi movimenti live.

Credits

Label: Riff Records – 2016

Line-up: ED

Tracklist:

  1. The color I want
  2. Modern times
  3. Whatever

Link: Facebook

Modern times – streaming

Modern times – teaser video

Ti potrebbe interessare...

cip

Cip! – Brunori Sas

“Ma vedrai che andrà bene, andrà tutto bene…”. Recita così Dario Brunori, in arte Brunori …

Leave a Reply