Home / Recensioni / Album / Alpha – Heathens

Alpha – Heathens

recensione_heathens-alpha_IMG_201605Questo lavoro degli Heathens colpisce già dalla copertina, realizzata da Luca Camilotto (aka Eeviac). Un girotondo di sette uomini, una specie di human centipede di Six in chiave virtuale, dove ci si ignora pur restando attaccati. Ecco spiegato in maniera perfetta l’intero senso dell’album.
L’atmosfera malinconica, questa rabbia diluita che penetra nelle ossa, traccia dopo traccia. Fa nascere domande, fa capire il rischio che corriamo quando scordiamo di essere umani. Dodici brani che sembrano narrare un racconto, una testimonianza, passando dal vuoto più nero all’incomunicabilità paradossale nell’era della comunicazione, dalla superficialità alla precarietà, fino ad arrivare alla speranza, alla necessità di un respiro, di un profumo, di un sogno.
Ci ritroviamo in questi suoni cupi, densi, intensi, che toccano la parte più intima che abbiamo, quella che non mostriamo a nessuno, e che pure ci rende così simili agli altri. Il trip hop, la wave, l’elettronica a più largo spettro, il linguaggio più facile per rendere il senso dell’alienazione, dell’abbandono, della ricerca. Si sente, netto, nei suoni, il percorso delle vite, le cose viste, le cose lette, le cose perse. C’è maturità e consapevolezza. Scelta. Coscienza.
Ho amato in particolare The Dust, con il suo inizio quasi in punta di piedi, per poi sublimarsi in un volo confuso, in un intreccio di voci come spire intorno al cuore, e From My Sofa, che batte nella testa e nel ventre, nella solitudine del nostro sentirci, specchiati in un asettico video porno, carcerati dietro ad uno schermo che ci consuma la carne.
Prodotto da Tommaso Mantelli (Captain Mantell) per Irma Records, Alpha vede la partecipazione di altri artisti e amici della band: Nicola Manzan (Bologna Violenta), Anna Carazzai (Lume, Love in Elevator) e George Koulermos (Technogod, y:dk).
Altre visioni, suggestioni, che si fondono con quelle già potenti, complete, magnetiche dei fratelli Mattia e Lorenzo Dal Pan, Federico Dallo e Matteo Valt.
Il risultato è un album di grandissimo impatto emotivo ed intellettuale, un lavoro pieno, colmo di pathos, o, ancora meglio, di commozione, intesa nella sua accezione più profonda e onesta.

Credits

Label: Irma Records – 2016

Line-up: Mattia Dal Pan (Synth, Vox) – Lorenzo Dal Pan (Synth, Vox) – Federico Dallo (Guitars, Vox) – Matteo Valt (Synth, Sound Design); mixato e masterizzato al GROOVE Studio da Tommaso Mantelli; hanno inoltre partecipato: Nicola Manzan – 
Anna Carazzai – George Koulermos (aka y:dk) -
 Sergio Pomante – Tommaso Mantelli

Tracklist:

  1. Empty House
  2. It Doesn’t Matter
  3. Parallel Universes
  4. Bertrand Russell
  5. Our Happiness
  6. The Dust
  7. Apocryphal Masters
  8. In Limbo
  9. From My Sofa
  10. To The End Of The Night
  11. Dawn
  12. Flying Over The Ocean (Alternative Version)

Link: Sito Ufficiale, Facebook

Alpha – streaming

Bertrand Russel – video

Ti potrebbe interessare...

Francesco Forni - Una sceneggiata

Una sceneggiata – Francesco Forni

Il concept solista di Francesco Forni mette in sequenza ordinata le musiche originali composte per lo spettacolo teatrale …

Leave a Reply