Home / Recensioni / Album / Austerità – Spartiti

Austerità – Spartiti

recensione_spartiti_IMG_201604Austerità è il primo disco del progetto Spartiti, il duo Jukka Reverberi, Giardini di Mirò, e Max Collini, Offlaga Disco Pax. Dopo mesi di live fatti assieme, ecco che il loro debutto ufficiale.
Collini racconta, con lo stile del parlato pacato che lo caratterizza, delinea paesaggi del passato intrecciati a panorami di territori moderni.
Sendero luminoso è un nostalgico manifesto politico che strizza l’occhio a ideali stagionati direttamente dagli anni Ottanta. Ancora si parlava di attivismo militante, ancora c’erano pugni alzati e cuori caldi: l’autoironia di Max rende possibile il confronto tra passato e presente senza prendersi troppo sul serio.
Io sono quello che non ce la faccio. Io sono stanco, anzi, stanchissimo. La vita moderna ha dei ritmi e delle pretese che tenerci dietro, io non ce la faccio. Oppure no. Io sono esaurito. Ho finito, nel breve volgere di sette lustri, l’energia vitale che mi è stata concessa.” È l’incipit di Bassotuba non c’è di Paolo Nori, piccola finestra su una generazione ai margini della realtà, nonché l’inizio del pezzo Io non ce la faccio, per l’appunto.
Collini e Reverberi hanno assemblato un progetto innovativo, che si discosta dalle sonorità degli Offlaga Disco Pax per addentrarsi nelle contaminazioni del post rock. Sarcasmo, ironia, tristezza, nostalgia: sono diversi i sentimenti che attraversano questo disco, quasi come una meteora che dal futuro viene lanciata nel passato per assorbire un po’ di materia scomparsa nel tempo.
Babbo Natale è un brano particolare, citazione del racconto di Simone Lenzi dei Virginiana Miller, ha gli occhi di un bambino che immagina il materialismo storico e la dittatura del proletariato, sospeso in rarefatte atmosfere di elettronica minimale.
L’elettronica protagonista negli Offlaga lascia il posto a illuminazioni melodiche addolcite, come un’eco debole che riporta alla memoria contraddizioni di un comunismo inesistente e l’abitudine di leggere le cose tutt’attorno attraverso quella lente. Citazioni e storia, oltre che storie appena sfiorate da esseri umani di passaggio in stanze anonime come in Nuova Betlemme.
Chiude il disco Ti aspetto, tra chitarre e pianoforte che sfogliano l’ultima pagina. Politica arresa e sentimenti rappresi, congelati. Il testo del brano è tratto dal romanzo Stanza 411 di Simona Vinci.
Quello che era, quello che avrebbe potuto essere, quello che probabilmente non sarà: Austerità è il racconto che tenta di consolarci dell’impossibile.

Credits

Label: Woodworm – 2016

Album: Max Collini (voce – testi) – Jukka Reverberi (chitarra, loop station, microfoni, effetti)

Tracklist:

  1. Io non ce la faccio
  2. Austerità
  3. Babbo Natale
  4. Sendero Luminoso
  5. Vera
  6. Bagliore
  7. Banca Locale
  8. Nuova Betlemme
  9. Ti aspetto

Link: facebook

Austerità – streaming

Austerità – video

Ti potrebbe interessare...

SAN113LP_12Dprint_

Niente di nuovo tranne te – Andrea Satta

A quasi dieci anni dall’ultima prova dei Têtes de Bois, Andrea Satta approda al suo …

Leave a Reply