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S.P.A.C.E. – Calibro 35

recensione_Calibro35-SPACE_IMG_201511I Calibro 35 non hanno bisogno di presentazioni: la band, in sette anni di carriera, ha sfornato la bellezza di cinque album, dimostrando ampiamente il proprio valore.
Qualche settimana fa vi abbiamo parlato dell’uscita di Bandits on Mars, il brano che ha anticipato il nuovo corso dei Calibro 35. Il 6 novembre è uscito S.P.A.C.E., il nuovo lavoro in studio che è stato registrato presso le Officine Meccaniche di Milano e i Toe Rag Studios di Londra (studi che hanno ospitato, tra gli altri, anche The White Stripes). L’impiego di un otto piste analogico ha permesso alla band di ricreare un sound che sembra uscire direttamente dagli anni ’70.
Come dicevamo, S.P.A.C.E. rappresenta un nuovo corso per i Calibro 35, una nuova sfida alla quale la band non si è sottratta. Messe da parte le atmosfere noir e gli inseguimenti con pistola alla mano, i Calibro 35 si sono trasformanti in cowboys con tute spaziali, realizzando un album pensato come sonorizzazione di un ipotetico film ambientato nello spazio. Un po’ come se avessero catapultato Giuliano Gemma e il suo Ringo sull’Enterprise alle prese con il dottor Spock e il capitano Kirk. Gabrielli, Cavina, Martellotta e Rondanini ci guidano attraverso un viaggio spaziale a colpi di funk, prog e psichedelia. La presenza più massiccia dei sintetizzatori e dell’organo hanno contribuito a creare l’atmosfera giusta per il viaggio interstellare. Il groove che sono in grado di creare i Calibro 35 è coinvolgente, impeccabile e S.P.A.C.E. costituisce un altro tassello nella ricerca sonora e di recupero di sonorità legate ad una tradizione cinematografica italiana troppo spesso sottovalutata.
Per la realizzazione di S.P.A.C.E. i Calibro 35 si sono fatti accompagnare dalla tromba di Paolo Raineri, dal trombone di Francesco Bucci (presenti in Ungwana Bay Launch Complex e in S.P.A.C.E.) e dagli OoopopoiooO, ovvero Vincenzo Vasi e Valeria Sturba (An Asteroid Called Death).
Con S.P.A.C.E. i Calibro 35 hanno dato alle stampe l’ennesima prova del loro valore come musicisti e compositori. Una colonna sonora perfetta, capace di catturare l’attenzione di chi ascolta con una facilità che per una band che propone album totalmente strumentali non è sicuramente facile da ottenere.

Credits

Label: Record Kicks – 2015

Line-up: Luca Cavina (chitarra basso) – Enrico Gabrielli (organi, fiati) – Massimo Martellotta (chitarra elettrica, lapsteel) – Fabio Rondanini (batteria, percussioni) – Tommaso Colliva (regia)

Tracklist:

  1. 74 Days After Landing
  2. S.P.A.C.E.
  3. Bandits on Mars
  4. Brain Trap
  5. Ungwana Bay Launch Complex
  6. An Asteroid Called Death
  7. Thrust Force
  8. A Future We Never Lived
  9. Universe of 10 Dimensions
  10. Across 111th Sun
  11. Something Happened on Planet Earth
  12. Violent Venus
  13. Neptune
  14. Serenade for a Satellite

Links: FacebookSito Ufficiale

S.P.A.C.E. – streaming

Bandits on Mars – video

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