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Adulti, la parola chiave per il ritorno degli EPO: intervista a M. De Finis

EPO, una delle band più significative degli ultimi anni. Una band che ha segnato la musica indie a Napoli e non solo, raggiungendo una visibilità molto importante che ha messo in luce le doti non comuni di Ciro Tuzzi. Ricerca sonora e una voce in equilibrio perfetto tra la modernità del rock e la tradizione napoletana. Le radici non puoi nasconderle quando sei figlio verace della tua terra. Il dialetto affiora, esplicito o implicito, in un approccio al canto che altro non è se non poesia meravigliosa.
Gli EPO stanno per tornare con un ep e un disco. Abbiamo incontrato Michele De Finis (chitarra) per farci raccontare la campagna lanciata su Musicraiser e per spingerlo a svelarci qualcosa sul nuovo corso.

È di qualche giorno fa la notizia della campagna di raccolta fondi lanciata sulla piattaforma Musicraiser. Come mai questa scelta? Al di là delle dinamiche che angustiano il sistema musica vecchio stampo, vorrei mi spiegassi le assonanze che vi legano a questa nuova forma di autoproduzione supportata concretamente dal pubblico che vi segue.
In sincerità, è stata un’idea venuta in modo molto naturale; il modus operandi degli EPO è un continuo brainstorming piuttosto complesso e contraddittorio, da un canto sentivamo più forte che mai la presenza di persone che vogliono bene al progetto e che tenevano quasi quanto noi ad ascoltare le idee nuove a cui stiamo lavorando da due anni, dall’altro ci conosciamo bene e sappiamo che, così come abbiamo fatto e disfatto l’intero disco almeno un paio di volte, potrebbe succedere ancora. Sentiamo di starci dando i tempi giusti per cesellare i dettagli e di stare coinvolgendo il più possibile le persone che hanno voglia di essere coinvolte.
Il crowdfunding ci è sembrata un’esperienza pratica per far muovere assieme le idee e le persone, che sono i due punti di riferimento del nostro lavoro.

Un ep a breve, un disco in prospettiva. Tanto materiale, dunque. Sembra raccontare una vera e propria urgenza…
Come sai, Ciro non è uno scrittore “prolifico”, si è sempre preso i suoi tempi senza alcuna logica che non fosse quella di “sentire di avere in mano cosa volesse dire”. Forse più che di “urgenza” credo che il materiale sia frutto della mole di lavoro. Non siamo mai stati così una band, a mio avviso, c’è stata tanta improvvisazione, tanto ascolto collettivo, tanto “fare e disfare la tela”.

Ep e disco seguono lo stesso filo compositivo oppure scegliete due uscite perché ci sono differenze forti tra i brani?
C’è una sostanziale differenza di fondo, ma non posso svelarla ora. Ci sento la musica degli EPO, il linguaggio mi sembra lo stesso – con le ovvie variabili umane del tempo che passa e delle evoluzioni di ognuno – per il resto il corpus ha trovato coerenza in questi due “contenitori”.

Come leggi il nuovo corso degli EPO?
Come ti accennavo, sento questo disco come un disco partito molto “dall’interno”, da un lavoro di squadra. Riascoltando ora le prime impro viene da sorridere per quanto siano al contempo stranissime ma coerentissime, riesci a sentirci perfettamente ognuno di noi, il suo linguaggio, che piano piano, passo dopo passo, diventa la voce di tutti.
Banalmente, nella parte testuale sento l’evoluzione della ricerca di Ciro; per la parte che riguarda il dialetto anche sul suono, sulla scelta di un linguaggio non ” modernizzato” ma che – per quanto possibile – attualizzi atmosfere e suoni classici. Per la parte in italiano mi piace leggerci il percorso naturale di tutti noi, stiamo in qualche modo invecchiando assieme, la cosa mi piace, non mi spaventa, mi rivedo in quello che leggo nei testi.

Una sola parola per sintetizzare il mood dell’ep e una per quello del disco…
Di getto: “adulti“per entrambi

Ci saranno collaborazioni tra ep e disco?
È ancora presto per dirlo, abbiamo pensato a cose di realizzazione complessa come sempre, ora arriva il momento di capire come metterle in pratica!

Puoi anticiparmi qualcosa sugli aspetti tecnici delle prossime due uscite?
Di certo posso dirti che usciranno per Le Narcisse, etichetta romana che ha come label manager e producer Daniele Tortora, già a lavoro con Afterhours, Daniele Silvestri e mille altri. Per il “dove” ci stiamo divertendo a immaginarlo. è una parte che adoro. Vanno capiti un po’ gli incastri tra gli impegni di tutti.

Un verso, uno solo che puoi svelarmi…
Mi ha subito colpito “per poi naufragare / nel centro commerciale“.

Tornando a Musicraiser, raccontami come avete definito le ricompense e soprattutto dimmi della cena che proponete!
Semplice, ci piace il brainstorming tout-court. Te la devi immaginare proprio così, siamo seduti e uno dice “immagina se facessimo così”, e poi le cose più “fattibili” le vedi online!
La cena è nata così: ci piace mangiare, ci piace la dimensione conviviale, ci piace cucinare. Perchè non invitare i raiser a cena? Ovviamente ci divertiva l’idea di farli misurare col mio veganesimo e in generale con gli “stili di cucina” molto diversi degli altri due e ben dettagliati su Musicraiser (così come tutta la proposta). Sarà uno spasso, vedrete. E poi diciamolo, cinquanta per cento dell’obiettivo raggiunto in meno di una settimana… sono troppo belli questi raisers, si meritano questo e tant’altro!

EPO – Musicraiser

Perdermi – Video

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