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Re di quadri in trip – Ottovolante

ottovolanteL’ironia è un’arma potente. E una salvezza. Lo sanno bene gli Ottovolante che se ne servono, fin dalla scelta del nome, nei loro testi frammentari di questa seconda fatica, seguito dell’esordio indie rock del 2012, La battaglia delle mille lepri. Ed è spesso autoironia, anche se amara ‘(disoccupati a quarant’anni e viviamo a Milano / senza soldi a Milano)’, quella che vive nelle parole del trio che si dice proveniente dal Molisn’t, dove l’album è stato registrato e mixato da Gianni Manariti presso il Red Sound Studio di Petacciato (CB), per poi volare addirittura a Leeds per la masterizzazione curata da Tom Woodhead. Scrivono ‘ed altro’ nel presentare gli strumenti suonati da ciascun componente e infatti è altro quello che esce dai loro strumenti, come può essere altro un alieno rispetto ai terrestri, l’altro di una ricerca sonora aspra, siderale, asciutta e nevrotica che a tratti ricorda il Battiato sperimentale (R.i.p. Nichilismo), poco prima della svolta wave, svolta che naturalmente la band molisana mostra di conoscere, per quella maniera di declamare in una metrica sghemba.
Così ronzii di droni e decolli che potrebbero preludere ai bombardamenti di una Bullet the blue sky, si placano nell’amara considerazione che si è sempre Sul fronte di guerra. Una guerra combattuta musicalmente tra l’elettronica che disegna il sound dell’album e la frontiera di un Far West in piena battaglia. A volte il campo si sgombra e pian piano gli attori escono di scena, ma gli echi di quello scontro riverberano cupi e distorti come nella divertente Lettera per l’ispettore Bloch, in cui si annuncia la tanto sospirata pensione per uno dei comprimari di Dylan Dog. Album compatto e complesso, dunque, un attraversamento inquietante di una galleria in cui filtrano improvvisi bagliori (Edimburgo 31/12/2012), fatti di lunghi suoni di ghiaccio e venti nebbiosi, sibili spettrali liquefatti in girandole di miele [Storie di nessuno (me compreso)], in cui ritrovare l’occasionale malinconia di un piano e una voce che sembra giungere da corde vocali chiuse dentro una bolla.

Credits

Label: Diavoletto Netlabel

Line-up: Gianni Manariti (voce ed altro) – Giovanni Colafabio (chitarre ed altro) – Federica Ferrante (synth ed altro) – Marco Leccese (basso) – Guido Romano (batteria)

Tracklist:

  1. R.i.p. Nichilismo
  2. Sul fronte di guerra
  3. Lettera per l’ispettore Bloch
  4. Quel gigantesco cerotto sulla porta
  5. Edimburgo 31/12/2012
  6. Disagio del non oltre
  7. Storie di nessuno (me compreso)
  8. Geometria dell’incontro tra due cerchi (ø/)

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