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Vivere gli schemi e poi liberarsene: intervista ad armaud

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Capita ancora, fortunatamente, di ascoltare un brano e trovarci dentro qualcosa di speciale. Poi una ricerca su internet porta a scovare un’altra manciata di brani dello stesso autore e trovare in essi le conferme sperate. Ci viene così proposto di approfondire la conoscenza con cuore e mente del progetto armaud, la musicista e cantante Paola Fecarotta. La raggiungiamo e proviamo ad addentrarci nel suo universo fluido e lieve. Patterns è il brano che abbiamo il piacere di proporvi in download gratuito fino al 28 Maggio, giorno in cui sarà ufficialmente pubblicato da Lady Sometimes Records e reso disponibile sui principali store e piattaforme digitali.

armaud è il tuo progetto musicale, Paola. E’ un vero e proprio alter-ego? Rappresenta assolutamente ed in tutto te stessa? Oppure è solo una parte di te? Perchè la “a” è in minuscolo?
Credo che armaud rappresenti la parte di me che ho deciso di mostrare agli altri. Non so se riesco a spiegarmi… Ecco, mi hai messa in crisi già con la prima domanda!
La “a” è in minuscolo per una questione estetica, ma ho il dubbio ci sia qualche altro significato nascosto che ancora non ho capito.

Dopo averti messo a tuo agio con il primo bombardamento di domande, rallentiamo, come la tua musica. Fluttua. Entra in loop, fluida e sinuosa. Da cosa nasce questo lento fluire?
Amo gli spazi, il silenzio, l’acqua. La calma. Il divenire lento e in armonia con il resto.

Com’è nato il progetto armaud? Trova, se possibile, un momento preciso nei ricordi, un evento dal quale “iniziò tutto”…
Iniziò tutto dopo l’ennesima relazione finita male! Sembrerà banale ma ad un certo punto ho sentito il bisogno di trasformare il mio dolore in qualcosa di creativo e significativo per me. E devo dire che ha funzionato.

Oggi ci presenti il primo brano che anticipa l’uscita di un intero album al quale immagino tu abbia già in gran parte lavorato. Il primo album per armaud. Come vivi l’attesa? Come immagini il momento nel quale, per la prima volta, avrai un contatto fisico con il tuo disco completo?
Penso che sverrò.

Tu sei musicista a tutti gli effetti. Trombettista, hai studiato jazz. E si sente in armaud. Non perchè ci siano evidenti rimandi jazz, ma perchè si percepisce chiaramente la ricerca di un’identità che può riuscire solo a chi ha un’idea piuttosto chiara dell’intorno e (musicalmente) non sa fare esattamente solo quella cosa lì… sperando di essermi spiegato, ti ritrovi? Parlaci del tuo background.
Ti sei spiegato benissimo, mi ritrovo e ti ringrazio! Questo significa che i miei anni di studio al Conservatorio non sono andati del tutto buttati… mi sono avvicinata al jazz all’età di 14 anni, dopo un’infanzia trascorsa ascoltando musica classica assieme a mio padre. Durante l’adolescenza mi piaceva ascoltare grunge e il rock cosiddetto alternativo. Credo che il mio rapporto con la musica sia stato sempre un po’ complesso: a quattro anni ho iniziato a suonare il violino, poi il pianoforte, la chitarra (che ho interrotto per quasi dieci anni e ripreso per scrivere i pezzi di armaud), e infine la tromba, mia croce e delizia. Mentre ti rispondo mi rendo conto di avere un background abbastanza caotico… aiuto!

Nei brani già presenti sul web (più datati), e in questa prima vera pubblicazione, la voce è centrale, ma ha solo un ruolo. Il brano nel suo complesso di musica + voce + interpretazione del testo riesce ad essere protagonista, senza che una componente primeggi sulle altre. La trovo una cosa piuttosto rara, specialmente quando la cantante è donna. Testi e voce sono tuoi; anche la musica è completamente scritta da te?
Sono una cantante atipica! La maggior parte dei pezzi sono stati scritti da me e arrangiati insieme a Marco Bonini. Devo dire che la collaborazione con lui ha portato il progetto ad un livello che forse da sola non avrei saputo raggiungere.

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Le sonorità di Patterns sono estremamente affascinanti. Calde e fredde al contempo. Come il ghiaccio che dopo un po’ brucia sulla pelle. Come la pioggia fredda che diventa vapore tiepido sull’asfalto in estate. Quali sono gli strumenti da cui nasce un tuo brano, e quali sono le trasformazioni che subisce fino al risultato finale?C
Che belle immagini, grazie! Di solito i miei brani nascono con chitarra e voce. Poi viene sviluppato l’arrangiamento con gli altri strumenti. Per quanto riguarda il risultato finale, non seguiamo un processo standard. Diciamo che abbiamo come obiettivo la fluidità del pezzo, e la soddisfazione personale. Se ci piace, funziona, e ci divertiamo a suonarlo allora il pezzo è pronto. Sembra banale ma credo che alla fine di tutto sia questo il vero obiettivo.

Il tema di Patterns è la ciclicità. Il continuo fluire di cui parlavo prima, spesso tornando al punto di partenza. E’ inteso come una condanna? Fotografi una situazione dalla quale fuggire o nella quale occorre imparare a vivere?
Fotografo una situazione ma non ho una soluzione al problema. Di solito impariamo a vivere con i nostri schemi per poi liberarcene, ma non è così semplice. E ci dev’essere l’accettazione alla base di tutto, altrimenti sì, diventa una condanna.

Vuoi provare a fornire alcune coordinate a chi sta leggendo ora e magari ti ascolta per la prima volta? Potresti elencare cinque brani che pensi abbiano particolarmente influenzato armaud, come per trovare qualcosa di te altrove?
Posso elencarti alcuni artisti? Daughter, Efterklang, Radiohead, Chet Baker e Fiona Apple, Joao Gilberto.

Leggo che vivi tra Roma ed Amsterdam. La latitudine influisce in qualche modo sulla tua musica?
Certamente. Roma ed Amsterdam rappresentano le due parti della mia personalità che però non sono ancora riuscita a mettere d’accordo!

Come si presenta armaud dal vivo? Quando ti/vi potremo incontrare in concerto?
Suoniamo in duo e in trio. Potete seguire le nostre date sulla pagina facebook di armaud.

Patterns – streaming

Patterns – freedownload da Bandcamp

Link: FREEDOWNLOAD di Patterns

Il download gratuito di Patterns terminerà il 28 Maggio; da quel giorno il brano sarà pubblicato su www.rivoluzionedischi.it (store ufficiale di LSR), Bandcamp e tutti gli store digitali : iTunes, Spotify, Google Play, Amazon, Beats/MediaNet, Rdio, Deezer, Tidal, YouTube e Shazam.

testi : Beatrice Lollobrigida e Paola Fecarotta
musiche: Paola Fecarotta e Marco Bonini
anno di pubblicazione: 2015
etichetta: Lady Sometimes Records

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