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Antitarma – La Tarma

recensione_LaTarma-Antitarma_IMG_201306Marta Ascari non poteva scegliere un nome d’arte migliore che La Tarma. La tarma è un animaletto che rode il legno, scava, crea cunicoli, giunge nel profondo, e quando ti accorgi della sua presenza è troppo tardi. Proprio questo accade con il disco d’esordio de La Tarma: musica e parole di queste dieci sorprendenti canzoni riescono a fissarsi nella mente e a non staccarsi più. Le ricche melodie, complesse ed inusuali, hanno il potere di scalzare ogni altro ascolto dalla mente, invadendola; i testi stupiscono invece per l’originalità e per le inusuali scalate melodiche sulle quali sono costretti ad inerpicarsi.
Marta è giovanissima, appena ventiquattrenne, ma fin da bambina dice di desiderare un futuro da cantante. Prima gli studi di canto, pianoforte e composizione, poi più recentemente quelli di musica elettronica applicata al conservatorio di Bologna. Grazie alla sua caparbietà e alle sue indubbie capacità musicali, un’artista del calibro di Cristina Donà l’ha notata ed è così che ora Marta può vantare la pubblicazione del suo disco d’esordio, con la produzione artistica di Saverio Lanza.
Che genere suona La Tarma? Impossibile definirlo. Fortissima ed affascinante è la componente che riporta in modo netto agli anni ’80, sia nel canto che nelle sonorità e nelle costruzioni delle melodie. Troppo facile citare personaggi come Alice e Giuni Russo, ma è proprio lì che corre la mente. Forse sarebbe più corretto fare riferimento a Battiato, ma non si può nemmeno trascurare l’importante tocco femminile che ha ruolo fondamentale in tutto il disco.
Persino i testi, scritti insieme a Silvia Bartolini, sono originali e di qualità. Spunti letterari si fondono alla vita quotidiana, alle esperienze vissute, alla descrizione dell’universo in cui La Tarma vive e si muove.
Brani come Il sosia, Icastica, Zenone e Cuore d’argento sembrano davvero essere perfetti nel loro equilibrio tra complessità ed immediatezza pop. Fiori rari, Istanbul, Lo strappo nel cielo di carta svelano angoli più bui, romantici e rabbiosi dell’animo dell’artista mentre Il Sole mette in mostra le invidiabili capacità vocali de La Tarma.
La teatralità dei testi e dell’interpretazione trova forse la sua massima espressione in Mongolfiera e nella funambolica e divertente La bellezza delle cose. Al di là dei riferimenti letterari ed i significati, la particolarità dei testi è l’uso ritmico, la metrica delle parole diventa un vero e proprio strumento aggiunto.
Antitarma è un disco incredibilmente coraggioso, come pochi ne capitano. Non è rock da classifica, non è cantautorato “indie” italiano, non è banale pop radiofonico, niente di tutto ciò che vi può capitare di ascoltare in questo anni strani ed omologati.
Grazie a progetti come questo, con tutti i margini di crescita del caso, non mi stancherò di ascoltare musica sempre nuova, diversa, senza mai perdere entusiasmo, perchè dopo l’ascolto subito prendono posto i pensieri rivolti al futuro: “Chissà come sarà dal vivo? Chissà come evolverà nel tempo? Chissà quali altre strade incrocerà?”.

Credits

Label: Qui Base Luna – 2014

Line-up: Marta Ascari – Saverio Lanza – Fabrizio Morganti

Tracklist:

  1. Il Sosia
  2. Icastica
  3. Zenone
  4. Fiori neri
  5. Cuore d’argento
  6. Istanbul
  7. Lo strappo nel cielo di carta
  8. Il Sole
  9. Mongolfiera
  10. La bellezza delle cose

Link: Sito ufficiale, Facebook

Zenone – video

Antitarma – streaming

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