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Sing Sing – Yumma-Re

Sing Sing. Un invito, un’esortazione, un augurio, un ordine, o, semplicemente, il nomignolo dato al palazzo in cui sono cresciuti i componenti degli Yumma-Re. Sing Sing: il titolo del loro ultimo album, uscito lo scorso 22 novembre per Monochrome Records, Tripping the velvet, Audioglobe.
Gli Yumma-Re sono partiti da quel palazzo che dà il nome al loro album quasi 20 anni fa, attraversando l’Italia con un bagaglio colmo di elettronica, blues, folk e rock. Come appunto quel palazzo, composto da piccole vite febbricitanti e rumorose, vite stese insieme ai panni appena lavati sui fili dei balconi, vite semplici e malinconicamente blues, i pezzi che dipingono la trama dell’album si destreggiano sinuosi in una miscela di generi, di matrice malinconica, per andare a ritrarre, sulla scia dei ricordi, la realtà che ci prende per mano ogni giorno.
Autumn song
, ci apre le porte del palazzo; la cupa ripetitività ritmica, accompagnata dalla profondità vocale ci sussurra che è la vita che corre via, e non sempre si riesce a starle dietro. Bastano pochi minuti per prendere velocità: c’è un po’ di punk anche nel titolo di Let’s Spanks Politics. Un punk synthetizzato ed elettronico. Questa volta è la classe politica da prendere a schiaffi, non proprio nel viso. Sudamerica è un grido di solidarietà verso quel continente un po’ troppo spesso severamente preso a calci; la ritmica, il colore greve e ridondante delle strofe rende l’immagine nitida e ricca di consapevolezza. In I have a gun l’atmosfera si tinge di toni più tenui e personali; c’è la storia di una famiglia che si sgretola sotto al colpo di una pistola, più o meno metaforica. I tasti del pianoforte aiutano la dimensione intimista del brano: non siamo più sul balcone del terzo piano del Sing Sing, siamo all’interno delle mura di un appartamento, forse troppo stretto. Con Sing Sing ballad si chiude il portone del palazzo: un giro di pianoforte su tempo dispari, lungo una linea melodica malinconica e toccante, come gli addii o gli arrivederci più partecipati.
Un disco sul quale chiudere gli occhi, nascondersi dietro alle persiane di una finestra o dietro le grate di un balcone, e sbirciare il roteare lento ed inesorabile della vita là fuori. In fondo, anche alle porte della primavera, c’è sempre un pugno di autunno dentro ognuno di noi.

Credits

Label: Monochrome Records / Tippin The Velvet / Audioglobe – 2013

Line-up: Luigi Nobile (voce ,keyboards) – Umberto Nobile (guitar & trumpet) – Mario Buoninfante (keyboards,back vocals) – Francesco FraDubb Nobile (bass,guitar) – Bibi:sound engineer

Tracklist:

  1. Autumn Song
  2. Let’s Spank Politics
  3. Rotten Meat
  4. My Blues
  5. Sudamerica
  6. La Reina de l’Aldea
  7. I Have a gun
  8. You let me down
  9. Moon ( You broke my heart)
  10. Sing Sing ballad

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Sing Sing – streaming

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