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Truant / Rough Sleeper – Burial

Grezzo sognatore, stai correndo a piedi nudi sotto la pioggia improvvisa di una notte in bassifondi nebbiosi. Se il viaggio della  coscienza dell’uomo del nuovo millennio è un tuffo nero nell’oblio, il produttore della colonna sonora non può che essere Burial. Ritorna il pioniere del dubstep con un suono più sperimentale del solito. Nel suo formato prototipo 12” ci regala un Ep denso di evocazione onirica ed ansiogena allo stesso tempo come solo lui sa fare. Burial non ha bisogno di essere un DJ che si faccia vedere dal vivo perchè, come un messia, squarcia il cielo sopra le nostre metropoli di noia leggendo ed interpretando il nostro flusso vitale globale. In quei crepiti onomatopeici di pioggia c’è la ricerca della catarsi dalle oscurità del nostro cuore marcio di esseri umani troppo umani. Questo Ep è una suite dai due volti.
Il primo lato Truant parte con le stesse intuizioni di sempre: synth malefici, tintinnii compulsivi, voci lontane nella strada, balzi contemplativi alternati a spasmi di ansia. Eppure nella coda finale, con l’entrata di improvvisi campioni orchestrali, scopriamo l’evoluzione di Burial rispetto a quel capolavoro Untrue.
Il secondo lato Rough Sleeper è danza ossessiva dove il super IO si scontra con l’ES. Si parte dalla caverna platonica, si dilania il velo di Maya e ci si risveglia scarafaggi di conformità. Quell’organo ci ricorda che alle porte del Paradiso non si bussa perchè potrebbero essere quelle di un club di Londra dove c’è il suono della nuovo oracolo. Burial è la perfezione della musica elettronica, è il dubstep che diventa ambient narrativo, un universo musicale che va sperimentato se si vogliono perdere le proprie certezze sensoriali.

Credits

Label: Hyperdub – 2012

Line-up: Burial (All sounds).

Tracklist:

1. Truant
2. Rough Sleeper
Link: Facebook

Truant – Video

http://www.youtube.com/watch?v=dDXuou-6dvg

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