Home / Editoriali / Porto via con me ricordi che non passano mai: Il Teatro degli Orrori @ Fuori Orario Taneto di Gattatico (RE) 13/04/12

Porto via con me ricordi che non passano mai: Il Teatro degli Orrori @ Fuori Orario Taneto di Gattatico (RE) 13/04/12

A volte capitano delle coincidenze che ti portano ad essere nel posto giusto nel momento in cui ne hai davvero bisogno. Così capita che il giorno del tuo compleanno coincida con una data de Il Teatro degli Orrori proprio nella tua città e finalmente sai cosa rispondere alla fatidica domanda “Cosa ti regalo?”.
Come al solito, arrivo al Fuori Orario troppo presto (prima o poi mi daranno le chiavi per aprire). Meglio così: posso scegliere meglio la posizione da cui godermi lo spettacolo. Mi sistemo e mi metto in attesa. Verso le 22.30 salgono sul palco i 2Pigeons: Kole Laca e Chiara Castello ci presentano i loro brani in un set che sembra uscire direttamente da un altro pianeta.
Poi arriva la band di Capovilla sul palco per presentarci il loro nuovo lavoro in studio, Il mondo nuovo. La partenza è affidata a Rivendico: un’esplosione rock che scatena il pubblico. La band sembra essere uscita totalmente rigenerata dai problemi avuti lo scorso anno che sembravano averli portati sull’orlo dello scioglimento. Marcello Batelli, nuova seconda chitarra, sembra perfettamente integrato con il resto della band e Kole Laca con le sue tastiere porta quel qualcosa in più ai brani. “Porto via con me ricordi che non passano mai” (Non vedo l’ora) perché un set de Il Teatro degli Orrori ti lascia davvero ricordi indelebili. Potenza espressiva, nei gesti e nei suoni. Il ritorno di Giulio Ragno Favero in pianta stabile si sente. Una scaletta che verte per lo più sui brani del nuovo album: tante storie, tanti nomi che raccontano di emarginazione, di mancanza, di pazzia. Nei testi che Capovilla declama dal palco ci sono città come Skopje, dove una famiglia aspetta il ritorno del padre, viaggi come quello che porta da Cleveland a Baghdad col pensiero di andare lì per fare qualcosa di buono e poi trovarsi a pensare che arruolarsi “sia stata una cattiva idea”. E poi nomi, tanti nomi: Pablo, Martino, Doris, Monica. Nomi scanditi dalla batteria di Frank Valente che picchia furioso le pelli. La chitarra di Gionata Mirai è impaccabile nel seguire le parole che Pierpaolo Capovilla canta, urla, racconta da un palco che sprigiona un muro di note e rumore che si abbatte sul pubblico. Nel set trova spazio anche Per nessuno, brano contenuto nel singolo A sangue freddo. Capovilla prende il microfono e ci racconta la storia di un operaio ucciso dal suo datore di lavoro solo per aver preteso quello che gli spettava, Mirai imbraccia la chitarra acustica e partono le note di Ion, uno dei momenti più alti del live. Subito dopo arriva Direzioni diverse, brano tratto dall’album precedente e riveduto e corretto in una versione più elettronica grazie agli effetti delle tastiere di Kole Laca. Il terzo mondo precede E lei venne! e Compagna Teresa, brani tratti dal primo album della band, quel Dell’impero delle tenebre che a distanza di cinque anni riesce ancora ad infiammare il pubblico con la sua violenza rock. La storia di Adrian rappresenta un altro dei picchi massimi del live e ci porta verso una breve pausa. La fase finale parte con Dimmi addio e Io cerco te per poi lasciare il posto a tre classici de Il Teatro degli Orrori: La canzone di Tom, Il turbamento della gelosia e A sangue freddo. Sul finale arriva la meravigliosa Lezione di musica che incanta il pubblico chiudendo due ore di pura energia. Due ore durante le quali Il Teatro degli Orrori ha dimostrato, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che sa far male con le sue stilettate rock, nonostante i problemi tecnici che durante tre brani hanno tolto l’audio alla voce. Un Capovilla meno propenso a fare sermoni rispetto al passato, degno rappresentante della teoria che non serve il “bel canto” per immobilizzare il pubblico. Bastano uno sguardo quasi mefistofelico e un sorriso beffardo accompagnati da attitudine e carisma da vendere. (Foto di Katia Arduini)

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