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Hanno ucciso un robot – The Walrus

<Giunti alla loro seconda fatica, i giovani livornesi The Walrus confermano i commenti positivi che avevano già riscosso dalla critica con Never Leave Behind Feeling Always Like A Child (Garrincha dischi – 2009).
La peculiarità che caratterizza tutto il nuovo album è la freschezza, intesa come capacità di suonare leggeri senza perdere di vista il faro della qualità. Hanno ucciso un robot è un disco di pop-rock che a tratti si appiglia al brit, talvolta ad una nostalgia musicale tutta italiana, ma riesce anche a suonare originale ed attuale.
I testi non fanno della poesia la propria colonna portante, ma si ergono sulle note con estrema musicalità delineando figure, immagini e storie, in modo netto e colorato, senza apparire banali.
L’alternanza delle voci di Giorio Mannucci e Marta Bardi riesce a rendere ancor più vario il disco, senza però creare due climi musicali ed espressivi completamente diversi, infatti le due vocalità si fondendono una con l’altra, scambiandosi di posto.
Il disco si apre con Macchina volante, che chiaramente pone in primo piano l’importanza del canto e della forma canzone che trova il suo compimento in un orecchiabile ritornello. Ritmi saltellanti in Così diverso e Specchio (riuscitissimo l’incontro vocale tra Giorgio e Marta) anticipano la frizzante Sogno, forse il brano più divertente e meglio riuscito, con una azzeccata complicità tra musica e testi, in un’apoteosi di necessaria e godevolissima leggerezza. Il ritmo rallenta nelle strofe di Signorina delirio per poi dare spazio ad un crescendo di intensità musicale (distorsioni, tastiere, effetti) nel ritornello; diversamente, in Ma Hollywood non imparerà mai si scorgono riferimenti ad uno stile vicino ai Baustelle anche grazie al canto femminile che ricorda quello di Rachele Bastreghi. Shirley Temple esalta ancora di più i riferimenti alla musica della band di Montepulciano, e così i The Walrus offrono anche momenti più quieti e malinconici, dotati di eleganza che vanno ad innalzarsi in un ricco canto corale. Un testo divertente caratterizza il tono quasi giocoso di Dai con la vita, mentre in Lento erotico gioca sinuosa la voce di Marta Bardi. Il suono della chitarra acustica aggiunge nuova freschezza e semplicità al suono dei The Walrus che ne Il tipo giusto invece provano a chiudere con ruvidità elettriche molto interessanti.
Hanno ucciso un robot è un disco curato, composto da belle canzoni pronte per i passaggi radiofonici. Si sente che dietro c’è molto lavoro perchè il risultato è davvero buono su tutti i livelli. Forse, appena sfornato, risulta ingeneroso infondere già della curiosità per il prossimo lavoro della band, ma questo è quanto capita di fronte a certa musica capace di divertire, stimolare curiosità, ed infondere immediata simpatia.

Credits

Label: Garrincha dischi – 2012

Line-up: Giorgio Mannucci (voci, chitarre) – Francesco Pellegrini (chitarre) – Marta Bardi (voci, tastiere) – Dario Solazzi (basso) – Alessio Carnemolla (batteria, tastiere)

Tracklist:

  1. Macchina volante
  2. Così diverso
  3. Specchio
  4. Sogno
  5. Signorina Delirio
  6. Ma Hollywood non imparerà mai
  7. Shirley Temple
  8. Dai con la vita
  9. Lento erotico
  10. Il tipo giusto
  11. Non puoi fare finta

Link: Facebook, BandCamp Garrincha Dischi

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