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The Harvesting of Souls – Germanotta Youth

La corretta proporzione dovrebbe essere: i Sonic Youth stanno a Madonna come questo grumo di esaltati spaccatimpani dei Germanotta Youth stanno a Lady Gaga. So che può quantomeno sembrarvi impervio il gioco di accostamenti, ma è così. Il tutto riletto in un contesto autoironico se non tacitamente sovversivo, lo stesso per cui Thurston Moore e soci decisero di deviare la parabola dell’allora gioventù sonica verso quel side project a lungo rimasto come uno “scherzo” per pochi intimi che furono i Ciccone Youth, sorta di dichiarazione d’amore sciolta in acido nei confronti della famosa pop-star. E se breve è il passo che separa Madonna dall’attuale regina delle stravaganze platinate Lady Gaga (al secolo Stefani Joanne Angelina Germanotta per l’appunto), altrettanto legati possono essere i percorsi artistici tra gli allora  monarchi assoluti del noise rock e questo trio cresciuto a pane e rumor bianco, capitanato da mister Massimo Pupillo (punta di diamante del tridente Zu) al basso, con Fabio Recchia e Andrea Basili, rispettivamente a synth e batteria. Se però i Ciccone Youth erano una malformazione distorta-ironica che giocava direttamente con le patologie popmusic di Madonna deformandole (vedi ad esempio la cover di Burnin’up), questo The Harvesting of Souls prende in prestito da quell’esperienza solo il piglio ludico (come accade nell’inframezzo circense allucinato di Indie Rock Fuck Off), spostandosi su territori decisamente più brulli e modernamente violenti, devoti all’elettronica più aggressiva, al grindcore ed a certe deviazioni speed metal (le doppie casse e le accelerazioni supersoniche della titletrack e di Colony Collapse Disorder o l’incubo death metal riletto dai Fuck Buttons di Honey Bee Depopulation Syndrome). Ottime anche le parentesi puramente elettro noise, con quel dettaglio così accurato sui timbri, come nelle tempeste radioattive della prima metà Blackfriars Bridge, prima di concedersi ad un’autentica granata sonica, che pare lasci spazio in controluce ad una vaga parvenza di melodia. Mezz’ora di divagazioni estreme ma per fortuna non sul versante della noia, nerborute, violente ma non troppo seriose a fare da biglietto da visita ai loro spettacoli live, in cui i più affezionati, potranno completare la perdita totale di ogni capacità uditiva.

Credits

Label: Wallace Records – 2011

Line-up: Massimo Pupillo (basso) – Andrea Basili (batteria) – Fabio “Reeks” Recchia (synth)

Tracklist:

  1. Neuropolis
  2. Ravenous black hole
  3. Indie rock, fuck off
  4. The harvesting of souls
  5. Neuro psyonic activity
  6. Blackfriars bridge
  7. Colony collapse disorder
  8. Honey beeTimes New Roman depopulation syndrome
  9. Draconian measures, a letter to Lady Gaga
  10. A closer look into the mind and soul of Pope Benedict XVI

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