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Manuale Apocrifo delle Giovani Marmotte – Alibìa

alibia10Ci aveva sofficemente sorpreso tre anni fa un disco italiano che aveva in sè leggerezza ed ispirazione, un ricamo per nulla invadente che accostava cantautorato pop e agrodolcezze indipendenti con nonchalance e buon gusto. Il disco si chiamava Tra Tutto e Niente, autori ne erano gli Alibìa, formazione campana attiva ormai da un decennio e con le idee ben chiare (almeno credevamo) circa il proprio futuro artistico. A tre anni di distanza si prova a bissare l’esperienza con questo Manuale Apocrifo delle Giovani Marmotte: il risultato è un lungo minestrone monocorde, pregno di citazioni e testi sofisticati che vorrebbero suggestionare almeno quanto hanno l’attitudine a passare inosservati. Il più degli episodi non brilla ed anzi pecca di piattezza e pare non raggiungere mai il giusto equilibrio (Il Mio Secolo, Il Moto Circolare). Di sensuale non resta che l’elettropop filosofico e inconcludente di Fondamenti di Immoralità, quando non si è fortuitamente attratti dalle onnipresenti gambe in mostra praticamente ovunque. L’estate che non c’è, che suggestiona come lo farebbero i Negramaro di Estate e nulla più, è ciò che resta dell’onirismo galleggiante sempre-estivo di una piccola e mai troppo rimpianta perla come I compiti di Francese, mentre La Geometria del Tempo potrebbe essere l’episodio più autentico del disco (se solo non si autocitasse all’infinito). L’idea di Te è una mesta ballad malinconica che nell’inciso rischia di plagiare il Daniele Silvestri di Aria. La vecchia attitudine di rimanere sospesi, di galleggiare eternamente tra poli opposti, da qui l’idea di essersi un po’ persa per strada, sbilanciandosi verso un pop/rock anemico e già sentito, con una scrittura solo apparentemente sofisticata ma di fatto abbastanza fragile e sbrigativa. Insomma questo lavoro è un po’ come un’equazione a cinque incognite, per citare il loro primo singolo estratto La Meccanica di Lagrange, rimasta purtroppo irrisolta. E con questi presupposti noi non possiamo che rimandarli alla prossima sessione.

Credits

Label: CNI – 2010

Line-up: Massimo Bonelli (voce, chitarra) – Katja Moscato (voce, pianoforte) – Vincenzo Marzullo (chitarre) – Christian Peduto (tastiere, pianoforte, synh) – Roberto Forlenza (basso) – Nicola Bonelli (batteria)

Tracklist:

  1. Il mio secolo
  2. Fondamenti di immoralità
  3. L’estate che non c’è
  4. Il segreto
  5. La geometria del tempo
  6. Il principio di conservazione
  7. Il gioco della rivoluzione
  8. L’idea di te
  9. Il moto circolare
  10. La meccanica di Lagrange
  11. Coordinate per il futuro

Links:Sito Ufficiale,MySpace

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