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“Join this electronic ship of fools”: Motel Connection @ Estragon (Bo) 10/04/10

motelconnection_liveSera fredda di aprile a Bologna, l’Estragon chiama a raccolta gli appassionati dell’elettronica per celebrare il ritorno di una delle band più apprezzate del nostro panorama. I Motel Connection sono tornati, dopo una lunga assenza discografica, e presentano il loro ultimo progetto Human Environmental Return of Output/Input Network.
La formazione torinese ha alle spalle già dieci anni di carriera e di concerto, i fan si moltiplicano e le aspettative crescono. Questo live sarà una prova importante: l’ultimo album H.E.R.O.I.N. si presenta con un sound rinnovato. Fedeli al percorso intrapreso finora, i Motel Connection hanno sperimentato suoni nuovi, inventandosi un equilibrio tra la vocazione digitale e l’istinto rock e creando un mix vincente di influenze electro-house, pop e funk.

Ore 23.00, locale affollato, chiacchiericcio impaziente. Giù tutte le luci ed eccoli comparire sul palco, nel buio fumoso. Il rituale può cominciare. Niente preliminari con i Motel Connection, si va dritti al sodo, a cominciare con il singolo Uppercut: “Hit me right now / if you can / I can’t wait for”. I brani si inseguono in un set dal ritmo serrato e man mano cresce la partecipazione, sopra e sotto il palco. Si scaldano loro e ci esaltiamo noi, si balla e si canta senza sosta, apparentemente senza avvertire alcun sintomo di stanchezza.
Osservo i tre torinesi muoversi sicuri sul palco, giocare con gli strumenti e scambiarsi sguardi d’intesa: ognuno ha un suo ruolo, ognuno è padrone di un suo spazio. Qui la musica si fa sul serio, non è stordimento fatto di cassa martellante e una melodia di otto note in loop; c’è un bell’equilibrio tra basso, chitarra e strumentazione elettronica. Ognuno dei tre sul palco ha alle spalle un percorso personale, che confluisce nel suono dei Motel Connection arricchendolo di sfumature. Pierfunk e Samuel controbilanciano, basso e chitarra alla mano, la deriva elettronica di Pisti che, dal canto suo, è ben più che un dj e scuote i muri con un beat ossessivo, prestandosi però anche a melodie delicate come All Right o Sun.
La scaletta spazia tra tutti gli album della band, in un insieme eclettico e godibile. Darkside, Car by Car, Boy & Girl, l’immancabile Two (che, neanche a dirlo, suscita nel pubblico reazioni di entusiasmo assoluto, dimostrando di non aver perso neanche un briciolo di appeal negli anni); ma è soprattutto l’ultimo disco H.E.R.O.I.N a farla da padrone in questa serata. Il singolo omonimo, File me away, Heal, I would prefer not.. chi si ferma è perduto e quando si avvicina la conclusione, mentre Automatic risuona riempiendo lo spazio dell’Estragon, tutti continuano a ballare. “Pump it up and feel it all around”.
La serata scorre in un tempo apparentemente troppo veloce, il live è una dimensione che ormai i Motel Connection conoscono bene e hanno imparato nel tempo a gestire sempre meglio. Lo spettacolo è sempre più coinvolgente, i tre stasera appaiono in ottima forma e trascinano continuamente il pubblico, anche il suono nel locale rimbalza meglio del solito.

Il concerto è un momento di grande partecipazione collettiva, un rito liberatorio, quasi erotico. Luce pulsante, battito accelerato e bocca assetata che vorrebbe acqua e trova musica. Il rock si piega all’elettronica e l’elettronica si plasma e contamina. I Motel Connection vogliono partecipazione massima, vogliono voce e sudore. Restituiscono una performance strepitosa ed un sound ormai inconfondibile. Una musica che odora di albe che ti trovano ancora sveglio a consumare una serata; una musica che porta i segni di mille e una notte sulle rive del Po, a misurarsi con l’esigente Torino, a filtrarne influenze e stimoli; una musica e un live che hanno stratificato l’esperienza di questi anni, alzando il livello fino a raggiungere un’eccellenza. L’impressione che mi rimane, alla fine di questa serata, è che a tutti, sul palco e sotto, sarebbe piaciuto continuare ancora, restando immersi nell’atmosfera carica di questa notte. “Play it louder, play it now!”. (Si ringraziano per la collaborazione Katia Giampaolo e Silvana Maiorano – Estragon Booking; Lost Gallery)

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