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Poison For You – Betty Poison

poison-for-you-smallAlle volte le cose arrivano tardi, altre volte troppo presto. Mai una volta che capitassero in orario. Poison For You, il primo lavoro ufficiale dei Betty Poison, si porta dietro il peso del tempo. Quasi vent’anni sono passati da quelle sonorità provenienti da Seattle, divenute moda e poi dimenticate per strada come emulazioni del punk, ed ecco giungere un disco come un viaggiatore da una macchina del tempo. Il fatto è che questo viaggiatore venuto dal passato non ha il sorriso rassicurante del protagonista del racconto di H.G.Wells ma digrigna i denti in una smorfia ferina e suona la chitarra con attitudini distruttive. Qualcuno potrebbe dire che è un disco derivativo, che deve molto a un certo sound, che ha parecchie influenze di un certo tipo di musica spacciata ormai quasi per grezza. Potrebbe dire ciò e avrebbe anche ragione. Ma si potrebbe rispondere tranquillamente “… e se anche fosse?”. Il fatto è che Poison For You è, musicalmente, un calcio sui denti di questi anni. I Betty Poison non ci avevano abituato a niente di meno e questo sapete perché? Perché i Betty Poison, più che classe, hanno le palle. Ma chi sono questi Betty Poison? I Betty Poison non sono altro che i Betty Ford Center con un nuovo nome. Un nome arrivato a seguito di un incremento di visibilità. La fama, a volte, fa brutti scherzi. Dopo la diffida sono stati eliminati i video su YouTube con il vecchio nome e la band è stata costretta a trovarne uno nuovo per non incorrere in ire legali d’oltreoceano. Ed è un nome più che azzeccato, visto che le tracce di Poison For You, più che canzoni, sono gocce di veleno. Veleno da far trasudare, tanto è il malessere che cola dalle sedici tracce del loro primo lavoro. Erano anni che non si sentiva roba così sporca e diretta, chitarre distorte, pochi assoli e quei pochi scarni in maniera disarmante, batteria incalzante e voce incazzata tirata su ad alcool e carta vetrata. Già nella copertina del disco la figura di una bellissima e distrutta Alessandra Perna, voce dei non meno entusiasmanti Luminal,  chiarisce che non sono canzonette per ragazzini quelle degli ex-Betty Ford Center. Psichovicious è una cavalcata nel disturbo e nell’angoscia rabbiosa, e probabilmente disturbante per la famosa clinica il fatto che il video fosse ambientato in un ospedale psichiatrico. Slave ha un improvvisa seconda voce che la dipinge di colori rosso sangue. La violenza e la furia continuano in It, in cui sembra addirittura di sentire le Hole dei tempi che furono. Con Paris Hilton Up You Ass si esterna lo schifo per una certa persona e con Anna Nicole si inizia a fare sul serio, si parla d’amore. D’amore? No, si parla di sesso. Ed era anche ora perché, in verità, ne ho le orecchie piene di tutti questi ritornelli sui sentimenti dolci e mielosi. E’ un piacere sentire Lucia che grida Anna i’m coming e sapere che non sta parlando di un appuntamento, se capite cosa voglio dire. Per di più, qui siamo nel pieno del garage, Tiziano picchia sulla cassa in maniera devastante e le chitarre sono tremendamente violente. Si continua con la title track per arrivare alla massacrante Fuck Twice e Jill The Ripper, dove si sentono tutte le influenze del primissimo grunge di Seattle. Goodbye Song è forse l’unico pezzo che mi ha convinto di meno per il fatto che penso potesse venir fuori un bellissimo brano se si fosse dosata l’energia, stemperandola con un uso saggio di una chitarra acustica. Penso sia inutile elencare tutte le tracce di Poison For You perché, a mio avviso, sono tutte tracce che funzionano. Hanno l’immediatezza della necessità di esporre un disagio e un furore stanco di covare sotto la cenere di questi giorni fatti d’apparenza. Un furore che in The Big Noise,  che penso sia il loro capolavoro, diventa quasi una tortura di rabbia e violenza..
Qui non c’è nessuna concessione alla musica facile, al confezionamento di un prodotto vendibile al teenager di turno , non c’è nessun inchino alle necessità di stile. C’è musica seria per chi cerca una catarsi e una trance violenta. C’è sesso, rabbia, amore e morte, violenza e tutte quelle altre sensazioni vere e maleodoranti a cui i Betty Poison ci avevano abituato. Anche se un poco mi dispiace per il cambiamento di nome, anche se che Betty sia seguita da Poison o da Ford center, il risultato non cambia. Questo disco è uno dei dischi più disturbanti che mi sia capitato per le mani. Ne venissero fuori più spesso di dischi così sarebbe un mondo migliore. O forse no?

Credits

Label: Fastermaster, Audioglobe (Ita), Dee2rec. (Holland) – 2009

Line-up: Lucia Rehab (chitarra, voce) – Tiziano Mollica (batteria, voce) – Nunzio Falba (chitarra)

Tracklist:

  1. Psychovicious
  2. Slave
  3. It
  4. Paris Hilton up your ass
  5. Anna Nicole
  6. Poison For You
  7. Fuck Twice
  8. Jill the ripper
  9. Goodbye song
  10. Suburban victims
  11. Kaminski
  12. Bogeyman
  13. The big noise
  14. Silly pop song
  15. Indie die
  16. Senseless

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