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Dark Was The Night – Various Artists

dark-was-the-nightDark Was the Night è una compilation, ma sarebbe riduttivo racchiudere l’essenza di questo progetto in una semplice definizione. La Red Hot Organization è un’associazione che dal 1990 si dedica alla prevenzione e alla lotta all’AIDS attraverso quella che viene definita “cultura pop”, ossia la produzione di compilation, show televisivi, concerti, dvd ecc, coinvolgendo artisti di ogni genere ed estrazione quali Sinead O Connor, U2, Tom Waits, Pavement, Nirvana, D’Angelo, Macy Gray. Questa volta, al ventesimo anniversario, la produzione della ventesima release è affidata a Bryce ed Aaron Dessner dei The National, i quali riescono a coinvolgere artisti tra i più valorosi e sorprendenti della scena indipendente mondiale nella creazione di un doppio disco; 31 tracce che si districano tra i generi più diversi mescolando inediti, cover, reinterpretazioni e collaborazioni estemporanee. Il titolo è ripreso dal celeberrimo traditional blues di Blind Willie Johnson, rivisitato in chiave minimale per l’occasione dai Kronos Quartet. Si inzia con la pur breve Knotty Pine con le voci di David Byrne e Dirty Projectors che si intrecciano e si contrappongono con grande energia sul sostrato di chitarra acustica, basso pulsante e piano minimale. Cello song è una splendida reinterpretazione dell’immenso Nick Drake dove la soave voce di Josè Gonzalez sa accarezzare come una piuma il sottile tessuto elettronico dei The Books infarcito delle sfuggenti melodie di violoncello. I duetti finiscono per diventare memorabili come quando una Feist incantevole ben amalgama le proprie frequenze ora con la pacatezza di Grizzly Bear (Service Bell) ora con la malinconica rassicurante di Ben Gibbard (Death Cab For Cutie) sul folk di Vashti Bunyan (Train Song); o come quando Conor Oberst e Gillian Welsh alternano e uniscono le proprie anime con nuda grazia sulla splendida Lua dei Bright Eyes. I padroni di casa The National donano tepore e conforto invernale, la voce calda e una melodia dalla bellezza dimenticata (You So Far Around The Bend); ma sono i Decemberists a sorprendere con i quasi 8 minuti di Sleepless, brano immenso che sa nascere dall’intimità della chitarra acustica e dei violini sui quali si innesta la voce a sublimare il tutto per poi evolvere in emozione pura e trascinante quando si odono le note del piano prefigurare un ritornello corale dalle tinte malinconiche. C’è anche tanto folk e, se Bon Iver dà ancora grande prova del proprio talento trasportando nel suo mondo di disarmante e decadente natura autunnale ora solo con la sua chitarra (Brackett, Wi), ora accompagnato da Aaron Dessner (Big Red Machine), Grizzly Bear rapice coi suoi toni fiabeschi (Deep Blue Sea). Un emozionante Antony accompagnato da Bryce Dessner rende sua la poesia che fu già di Bob Dylan (I Was Young When I Left Home) e, se My Brightest Diamond regala un’interpretazione da diva della celeberrima Feeling Good (già reinterpretata da Nina Simone), la voce aspra di Cat Power si muove sulle sentite note dell’inno cristiano protestante Amazing Grace, emozionando per profondità e sincerità. La lista diventa infinita ma è impossibile non citare la vena etnica di Yeasayer (Tighrope), il folk breve ma intenso di Iron & Wine (Stolen Houses), la snella e sobrietà sognante intrisa di archi di Andrew Bird (The Giant of Illinois), la pacatezza e la misura di Yo la Tengo (Gentle Hour), il folk tradizionale in grado di muovere le lacrime di Stuart Murdoch dei Belle & Sebastian (Another Saturday). Il folk è la tendenza dominante, c’è ma non è tutto. Ecco spuntare allora l’attitudine punk rock degli Spoon (Well Alright), il blues alla David Bowie pieno di tastiere dei sempre sorprendenti Arcade Fire (Lenin), il valzer gitano dal sapore esotico con tanto di accordion di Beirut (Mimizan), l’alt-country terzinato con tanto di mandolino e fiati dei My Morning Jackets (El Caporal), il funk misto a soul e R&B dall’interpretazione mozzafiato di Sharon Jones & The Dap-Kings (Inspiration Information), i synth e i beats elettronici di Dave Sitek (TV On The Radio) che trasformano With a Girl Like You dei The Froggs. Sufjan Stevens è superbo col suo mix raffinato di elettronica, pop e folk (You are the Blood) e, come re Mida in grado di tramutare in oro tutto ciò che tocca, stupisce anche quando fornisce la base per le incalzanti rime a ritmo di hip hop di Buck 65 (Blood pt. 2). Ancora i New Pornographers che ripropongono la splendida e solare Hey Snow Whyte dei Destroyer, le atmosfere dilatate e rarefatte degli archi dei Riceboy Sleeps (Happiness), la ninnananna noir e malinconica dei Blonde Redhead and Devastations che culla coi suoi rumori di sottofondo (When The Road Runs Out) per terminare con Kevin Drew che accarezza la quintessenza con la sua chitarra e la sua voce (Love vs. Porn)
Dark Was the Night non è soltanto una compilation, è un caleidoscopio di forme e concezioni senza discriminazioni, di modi di vivere e immedesimarsi nell’arte, creandola dal nulla e facendola propria. E’ una perla in grado di brillare come poche.

Credits

Label: 4ad – 2009

Line-up: Various Artists

Tracklist:

    CD1

  1. Knotty Pine – Dirty Projectors + David Byrne
  2. Cello Song (Nick Drake) – The Books featuring Jose Gonzalez
  3. Train Song (Vashti Bunyan recorded, written by Alasdair Clayre) – Feist + Ben Gibbard
  4. Brackett, WI – Bon Iver
  5. Deep Blue Sea – Grizzly Bear
  6. So Far Around the Bend – The National (arrangement by Nico Muhly)
  7. Tightrope – Yeasayer
  8. Feeling Good (popularized by Nina Simone) – My Brightest Diamond
  9. Dark Was the Night (Blind Willie Johnson) – Kronos Quartet
  10. I Was Young When I Left Home (Bob Dylan) – Antony + Bryce Dessner
  11. Big Red Machine – Justin Vernon + Aaron Dessner
  12. Sleepless – The Decemberists
  13. Stolen Houses (Die) – Iron and Wine
  14. Service Bell – Grizzly Bear + Feist
  15. You Are The Blood – Sufjan Stevens
    CD2

  1. Well-Alright – Spoon
  2. Lenin – Arcade Fire
  3. Mimizan – Beirut
  4. El Caporal – My Morning Jacket
  5. Inspiration Information (Shuggie Otis) – Sharon Jones & The Dap-Kings
  6. With A Girl Like You (The Troggs) – Dave Sitek
  7. Blood Pt 2 (based on original song You are the Blood by the Castanets) – Buck 65 Remix (featuring Sufjan Stevens and Serengeti)
  8. Hey, Snow White (Destroyer) – The New Pornographers
  9. Gentle Hour (Snapper) – Yo La Tengo
  10. Another Saturday (traditional song) – Stuart Murdoch
  11. Happiness – Riceboy Sleeps
  12. Amazing Grace (traditional song) – Cat Power and Dirty Delta Blues
  13. The Giant Of Illinois (Handsome Family) – Andrew Bird
  14. Lua – Conor Oberst + Gillian Welch
  15. When the Road Runs Out – Blonde Redhead + Devastations
  16. Love vs. Porn – Kevin Drew

Links:Sito Ufficiale,MySpace

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