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Bagliori di musica a occhi chiusi: Mogwai @ Hammersmith Apollo (Londra) 24/10/08

La musica che si suona con gli occhi chiusi. La musica che ti entra come un diamante nello stomaco. Sono frammenti di tempo che si addensano nell’aria. Qui all’Hammersmith Apollo, dove si estinse Ziggy Stardust nel luglio 1973, stasera si chiude il tour inglese del gruppo leggendario dei Mogwai. Il teatro rock senza posti a sedere tra i più famosi al mondo è pieno per la celebrazione di più di un decennio di originale attitudine rock all’esplorazione di nuovi orizzonti sonori. Si parte dalla fine… si parte dal Precipice, ultima traccia del ultimo splendido capitolo The Hawk Is howling. I tre schermi che amplificano l’emanazione onirica con nuvole che scorrono veloci. Il flusso di coscienza continua con l’intensa e ipnotica Friend of the Night del penultimo album Mr Beast (2006).

Poi inizia la splendida sequenza di anticorporeità sonica le due splendide I Love You, I’m Going To Blow Up Your School e Scotland’s Shame che sono pura soundtrack di memoria, le nuvole diventano suggestioni verde smeraldo, riflessi di ricordo. La platea è ammaliata sul tappeto di onde del tempo che innonda i cuori di brividi cosmici. La memoria si cristallizza in quella della storia con Christmas Steps, splendida colonna sonora del film documentario White Light/Black Rain: The Destruction of Hiroshima and Nagasaki. Qui la perfetta amplificazione ben libera le esplosioni noise di questa intensa perla del capolavoro Come on Die Young. La voce onirica di Stuart Braithwaite entra come il vento in una stanza è colora la dolce melodia di Cody.
Un’ovazione si alza allo scandire delle prime note di I’m Jim Morrison, I’m Dead una delle più belle gemme di The Hawk Is howling. Ancora una volta la voce diventa suono della memoria incarnato  dal vocoder  del polistrumentista Barry Burns nella emozionante Hunted by a Freak da Happy Songs for Happy People. Gli acuti finali sono la dinamite dirompente di BatCat. Quando gli occhi del pipistrello si aprono dai tre schermi non c’è scampo… onda anomala che scaraventa adrenalina su tutto e tutti… non ci sono parole per descrivere un tuffo da quattordici metri, il fragore e la legge di gravità va provato. Il bis ha lo scambio di strumenti (basso e chitarra) tra Stuart Braithwaite e Dominic Aitchison per l’esecuzione senza tempo della parte prima della suite post-rock Helicon. Quindi c’è spazio anche per 2 Rights Make 1 Wrong da Rock Action. Un concerto. Un trionfo. Il piacere dell’ascolto e del perdersi nell’incanto di suono e luci. La gioia forse ha un suono del genere. Un concerto per chi ascolta sotto la pelle.

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