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Babele – Marco Notari

Babele e la sua torre. Luogo mistico e mitico della tracotanza dell’uomo. Luogo della punizione e della confusione. Le mille lingue e la dispersione dei popoli. L’incomunicabilità linguistica e geografica. Marco Notari riprende il mito per titolare il suo nuovo disco e in qualche modo rivalutarne le sorti. La difficoltà di comunicare oggi è legata ai nuovi mezzi, paradossalmente, di comunicazione che si limitano ad offrire e proporre senza accettare scambi. Un baratto impari che Notari racconta per tutto il suo lavoro. Allo stesso tempo però rivendica l’individualità dell’uno e la sua differenza rispetto all’altro da sé. Richiama una forte attenzione verso la sensazione e ciò che l’ha suscitata. Lo fa nella costruzione di un concept-album intorno alle figure di Cristiano e Lucia. Un uomo a testa bassa e una donna che porta con sé il frutto di un amore, come rappresentati graficamente all’interno del disco. E non è un caso che le due figure di riferimento abbiano un nome: ancora una rimostranza contro il qualunquismo e l’indistinzione. La loro vita è declinata in chiave rock, con un grande apparato strumentale a contenerla. Le Officine Meccaniche di Pagani, dove il disco è stato registrato, non si smentiscono. La voce di Marco Notari è cresciuta rispetto all’esordio del 2006 con Oltre lo specchio. Il suo è un tentativo che osa decisamente di più rispetto al precedente lavoro, sotto ogni profilo. Osare non è per forza sinonimo di sperimentazione eccessiva, anzi, mai come in questo caso l’audacia sta nel riscoprire il rock ben suonato, dall’architettura solida e consistente. Il rock che in Italia conoscono i grandi nomi cui Marco Notari ha da invidiare solo l’esperienza ormai decennale.  Il disco si apre con Crisalide, un atto di vita e di protezione trattenuto tra un suono rapido, quasi fetale e una voce particolarmente morbida e dolce. “Non c’è fretta finché resto ancora in te”. L’incupimento della successiva Piuma è accentuato nella strofa dalla sovrapposizione di due tonalità differenti di voci, effetto ripetuto più volte per tutto il disco. La leggerezza non è un dettaglio da poco per una piuma, ma questo non le vieta di sostenere: la sua forza non sta nella consistenza ma nel suo contenuto, nei sentimenti che porta con sé. “Amarsi senza fiato / tra l’erba alta e m e/ ricominciare a vivere / e se negli occhi tremo / sussurra che lo sai / tienimi sospeso e non lasciarmi andare mai. Piuma”. Segue la title track Babele. Un inno rivoluzionario, un manifesto di se stesso e di ciò che porta con sé, vestito da una batteria dominante nel suo incedere sicuro. “Non voglio un movimento / ma un momento per me”. Contro gli eterni ritorni e la loro anonimia. Ciò che viviamo oggi non si discosta poi così tanto da ciò che succedeva duemila anni fa. Mancano ancora l’attenzione e la cura verso l’ascolto: “la storia dell’uomo rimane uguale a se stessa”. Contro questa massificazione di tutto anche Io non mi riconosco nel mio stato, già presente nell’omonimo ep. “Non si può cambiare un’immagine immobile”: ancora la televisione e l’incomunicabilità e il non-cambiamento. “Metterò gli specchi ad ogni angolo di strada per costringerci ad osservare”: quello che cerca Notari è una sorta di risveglio dei sensi, una loro ripresa di autonomia e autorità. Amore e Psiche, ancora il mito, ancora l’opera d’arte. “E dunque ogni persona è un soggetto. Se tu non la vedi non esiste più. Ogni persona è un soggetto. Se tu non ti senti non esisti più.” Ancora individualismo, ancora l’uno e la sua necessità di sentire e respirare lontano dal meccanico ripetersi di azioni inconsistenti. “Accogli un istante che ha gusto di autunno. Dimentichi in fretta chi sei ma separa ogni goccia del poco che resta del seno suo tra i baci”. Forse il verso più eloquente di tutto il disco. Lucia prende forma con tutto il suo bagaglio di dubbi e problematiche in Lucia ha una pistola. L’arma come rimedio totale, definitivo contro l’incuranza che le striscia attorno. “Lei ha una cura geniale per poter guarire il suo male. Lucia ha una pistola. Per sé”. La lentezze della voce che si trascina per tutto il brano trova come contraltare un finale strumentale particolarmente efferato. Porpora (il sogno di Lucia) è un colore prezioso e antico. Marco Notari lo fa rivivere attraverso il mito rigenerante dell’acqua. La scelta della porpora sembra voler essere un augurio, un messaggio di buon auspicio, nell’allontanare le paure di ieri e aprire la strada alla limpidezza di oggi. La rivoluzione è una nuova vita che si appresta a fare capolino. Un pianoforte e una viola per la traccia numero otto. Guidano una sorta di rassegnazione consapevole (“Siamo perduti ormai”) nel testo della piccola Su un treno che muove verso il nulla (il sogno di Cristiano pt I). La risposta rock che riprende il sound di quest’ultima è Anch’io perduto ormai (il sogno di Cristiano pt II), una dichiarazione in musica, alla maniera dei bravi musicisti, qui rappresentati dai Madam, il gruppo che accompagna Marco fin dagli esordi. La sensazione di perdita e resa trova conferma in La mia vita è un investimento sicuro (il sogno di Cristiano pt III). E non solo lo è, ma deve esserlo. La paura è quella dell’incertezza che ogni giorno ci regala gratuitamente. Gli ultimi pezzi richiamano una particolare dolcezza, sia musicale che testuale. In Sacrilegio di luce la dimensione è quella del ricordo e dell’emozione pura e incontaminata: la suggestione dell’istante. L’ultimo pezzo è un saluto, un Arrivederci. Una ninna nanna che sembra voler condurre l’ascoltatore verso la quiete per riscoprirsi, nella certezza che al risveglio tutto torna e non scompare. “Levare del sole, calare del sole, niente muore. Perciò chiudi i tuoi occhi”.

Credits

Label: Artes Records – 2008

Line-up: Marco Notari (voce, chitarra acustica, fender rhodes, chitarra elettrica) – Ghego Zola (chitarra elettrica, fender rodhes, chitarra acustica, cori) – Roberto Sburlati (basso, chitarra acustica, cori) – Pasquale Caterisano (batteria) – Andrea Bergesio (fender rhides, tastiere, programmazioni)

Tracklist:

  1. Crisalide
  2. Piuma
  3. Babele
  4. Io non mi riconosco nel mio stato
  5. Amore e Psiche
  6. Lucia ha una pistola
  7. Porpora (il sogno di Lucia)
  8. Su un treno che muove verso il nulla (il sogno di Cristiano pt I)
  9. Anch’io perduto ormai (il sogno di Cristiano pt II)
  10. La mia vita è un investimento sicuro (il sogno di Cristiano pt III)
  11. Sacrilegio di luce
  12. Arrivederci

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