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Carried To Dust – Calexico

Polvere. E’ la polvere dell’arida Tucson, Arizona; è la polvere del deserto, del Gran Canyon; è la polvere dei milioni di clandestini latinoamericani che, sempre più massicci, arrivano in Nord America; è la polvere della sofferenza, delle ingiustizie della politica americana. “E’ una polvere da cui non cresce nulla, una cultura senza radici, una frenetica ricerca di un riparo, la furia cieca di un popolo perso e senza speranza alle prese con la ricerca affannosa di una pace che non potrà mai raggiungere.” (John Fante, prefazione Chiedi alla polvere, 1939). Ma anche polvere di vintage; polvere che si deposita sulla roba vecchia che teniamo in ripostiglio poiché non usiamo più. E’ tutta questa polvere a sporcare, da sempre, la musica dei Calexico; a depositarsi sul fondo, dove è difficile raccoglierla.
Il nuovo disco si apre proprio in ricordo di Victor Jara (Victor Jara’s hands), attivista cileno barbaramente torturato e ucciso durante la dittatura di Pinochet e simbolo di tutte le ingiustizie sociali che ancora oggi saturano il mondo. Andature tipicamente mariachi, ritmi e melodie sudamericane e pastiche linguistico di inglese e spagnolo condiscono anche pezzi quali Ispiracion ed El gatillo, il primo un misto tra Besame Mucho e Carlos Puebla e il secondo un gioellino strumentale dagli echi morriconiani che riporta indietro nel tempo, al vecchio west. La slide guitar della ballata country pop Slowness richiama il miglior Ben Harper e la doppia voce maschile e femminile di Writer’s minor holiday ricorda il buon vecchio Bonnie Prince Billy.
I fiati creano continuamente dolci melodie sui mid tempo spazzolati dalla batteria di Convertino e accompagnati dagli arpeggi e dalla voce sussurrata di Burns (House of Valparaiso, Fractured Air) talvolta con una venatura di blues (Mad man lake), talvolta di jazz (Bend in the Road), o melodie orientali (Two silver trees). The news about William è un piccolo capolavoro che rievoca paesaggi lontani e lande desolate. Le immagini affiorano spontanee alla mente e non resta che lasciarsi trasportare dal flusso sonoro.
L’atmosfera soft di Contention city, in cui il vibrafono crea una dolce e lenta melodia e la tenue voce dalle suggestioni yorkiane, conducono con dolcezza alla conclusione del disco.
Tra gli ospiti spiccano Dough McCombs (Tortoise), Sam Beam e Pieta Brown e, soltanto per l’edizione italiana, una ghost track con la collaborazione del compagno di tour e di bevute Vinicio Capossela.
Può certamente disilludersi chiunque si sarebbe aspettato un ritorno ai vecchi fasti di capolavori quali The Black light, dopo il mezzo passo falso di Garden Ruin dell’anno scorso. Del resto sono passati anche dieci anni dall’uscita del fortunato disco e mi sembrerebbe offensivo per una band quale i Calexico mantenere sempre la stessa rotta. Carried to dust può non essere il loro miglior disco ma è di sicuro il più completo. I Calexico sono cresciuti raggiungendo una maturità impressionante, capaci di arrangiare i brani con una raffinatezza ed eleganza mai raggiunta in precedenza ma, sempre e comunque, continuando a masticare polvere.

Credits

Label: City Slang Records – 2008

Line-up: Joey Burns (vocals and guitar) – John Convertino (drums and percussion) – Paul Niehaus (pedal and steel guitar) – Jacob Valenzuela (keys, trumpet and vibes) – Martin Wenk (accordion, guitar, synthesizers, trumpet and vibes) – Volker Zander (upright and electric bass)

Tracklist:

  1. Victor Jara’s Hands
  2. Two Silver Trees
  3. The News About William
  4. Sarabande In Pencil Form
  5. Writer’s Minor Holiday
  6. Man Made Lake
  7. Inspiracion
  8. House Of Valparaiso
  9. Slowness
  10. Bend To The Road
  11. El Gatillo (Trigger Revisited)
  12. Fractured Air (Tornado Watch)
  13. Falling From Sleeves
  14. Red Blooms
  15. Contention City

Links:Sito Ufficiale,MySpace

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