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The Black Lady And The Sinner Saints – Lilith And The Sinnersaints

Chi è Lilith? Narra la leggenda che Eva non fu la prima donna sulla terra. Prima di lei sembra esistesse Lilith, donna talmente forte e indipendente da accettare di diventare un demone pur di non sottomettersi agli ordini di Adamo. Venne associata alla tempesta, ritenuta portatrice di disgrazia, malattia e morte. Altri la pensano come un essere demoniaco notturno capace di portare danno ai bambini di sesso maschile e dotata degli aspetti negativi della femminilità (adulterio, stregoneria e lussuria). Voi starete pensando cosa c’entri tutto questo con LostHighways. Beh… esiste anche una Lilith nella musica ed è di lei che vi voglio parlare. Era il 1981 quando Lilith partiva da Piacenza ed esordiva con i Not Moving (una delle band più rappresentative del rock’n’roll italiano degli 80’s). Nel 1988 la band si separa e Lilith inizia la carriera solista. Il nuovo album, uscito l’11 febbraio, arriva dopo due anni di lavoro.
The Black Lady And The Sinner Saints nasce come un omaggio al jazz, prendendo ispirazione dal quasi omonimo album di Charli Mingus del 1963 (The Black Saint And The Sinnerlady) e proseguendo con due rielaborazioni di temi di Mingus tratti appunto dallo stesso disco. Ma Lilith manifesta anche il suo amore per il blues, per il rock, il punk e il folk. Insomma, The Black Lady And The Sinner Saints è un album d’amore vero per la musica. “Il mio divino cavaliere /è un blues a passo di danza /è amore carnale /è bere e mangiare” La voce calda di Lilith ci legge le parole scritte da Umberto Palazzo e il Santo Niente per il brano Mumbo Jumbo Talking Blues. “I’m goin down to the bottom let your hammer ring” col brano Hammer Ring, Lilith ci regala un bel blues che nasce da un canto carcerario riarrangiato e tratto dalla compilation Negro Prison Blues di Alan Lomax. Il brano che segue è I Need Somebody, un omaggio al rock degli Stooges (il brano è incluso nell’album Raw Power del 1973) con Paolo Apollo Negri del Link Quartet al piano. Nel quinto brano troviamo un altro degli ospiti di questo splendido album, Giovanni Ferrario (Micevice, Sepiatone, Hugo Race etc) che ha composto e suonato per Lilith Core Of The Time. Dome La Muerte (ex Not Moving e ora con i Diggers), Lady Casanova (Diggers) e Maurizio Curadi (Steeplejack) sono gli amici che fanno compagnia a Lilith tra le note di Cousin Martino. “All day long I’ve been thinking about you /Phantasizing all about you /And all the things we’re gonna do /Tonight in our secret rendez vous“. C’è anche spazio per la musica latina, quella dell’appassionato tango rock di Secret Rendez Vous, pezzo scritto da Tav Falco, un altro amico che ha voluto contribuire alla realizzazione di quest’album. Con la traccia seguente Lilith rende omaggio al punk con una cover del brano Pretty Face, tratto dall’album solista del basista degli Stranglers JJ Burnell (Euroman Cometh del 1979). Alla chitarra ancora un altro ospite, Stefano Pibio Silva dei Temponauts. “Somewehere in the deepest river /of my thoughts there is a fire /burning under all the ashes /somewhere in the deepest river” La voce suadente di Lilith ci canta le parole di Something Happens For The First Time, brano appositamente composto e suonato dai Julie’s Haircut. Autumn Leaves è una splendida rilettura dei versi di Les Feuilles Mortes di Jacques Prévert ad opera di François Regis Cambuzat (Kim Squad, Gran Teatro Amaro, Enfanxce Rouge) con il suo progetto Putan Club. Le note di un piano e di un clarinetto ti accompagnano dolcemente e ti cullano. “La tortura di non sentire più il tuo odore /Anche se sforzo il naso /La via del sangue è viva e non perdona /A ricordare i fiori a primavera /I nodi contorti di mani raggianti, ruvide e solitarie“. Ancora amore per le parole recitate in dialetto che aprono e chiudono XODos (Struggente Dream), brano composto e suonato dai Peluqueria Hernandez. Chiude l’album la struggente Grazie Alla Vita, omaggio a Gabriella Ferri.
E allora? Cosa ne pensate? Chi è Lilith? Lilith è una donna che fa musica, che ama la musica e che ci regala emozioni attraverso la sua voce che sa essere sensuale, ma anche rabbiosa. The Black Lady And The Sinner Saints è un album che non può mancare nelle case di chi ascolta con le orecchie del cuore.

Credits

Label: Alpha South Records – 2008

Line-up: Lilith (voce) – Luigi Milani (chitarra, voce) – Cristiano Cassi (basso) – Tony Face Bacciocchi (batteria)

Tracklist:

  1. The Black Saint
  2. Mumbo Jumbo Talking Blues
  3. Hammer Ring
  4. I Need Somebody (Album Version)
  5. Core Of The Time
  6. Cousin Martino
  7. Secret Rendez Vous
  8. Pretty Face
  9. Something Happens For The First Time
  10. The Sinner Lady
  11. Autumn Leaves
  12. XODos (Struggente Dream)
  13. Grazie Alla Vita (Bonus Track)

Links:Sito Ufficiale,MySpace

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Un solo commento

  1. roby dal midwest

    é un disco pazzesco..questa generazione di perdenti conosce il rock n’ roll come pochi altri,da tenere vicino al cuore in compagnia di tav falco,kid congo e gun club..imperdibile!!!

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