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I am a bird now – Antony and the Johnsons

Un piano e una voce tremante: “Hope there’s someone / Who’ll take care of me / When I die, will I go”. La paura e la speranza, l’angoscia della ricerca e della condivisione. Sembra che Antony usi la voce per buttare fuori quello che dentro di lui potrebbe esplodere da un momento all’altro.
Lo ricordo sul palco, mentre mi immaginavo il suo corpo, tra un tremore e l’altro, scoppiare riempiendo il cielo di luce e candide piume.
Un angelo anomalo scartato da uno scultore pieno di cuore ma con poco talento. Antony è un errore.
Un errore genetico, anatomico, psicologico, sociale e musicale. Androgino nei tratti somatici e nella mente non si vergogna del suo essere, e lo canta, e si canta, con una classe talmente elevata che lo tiene lontano da ogni critica di cattivo gusto che sporche menti potrebbero prestare ad una persona tanto controversa nell’essere e nell’apparire. Antony è anche un errore musicale, perchè il suo successo è affermato ma strisciante. La sua musica complessa e raffinata, e comunque facilmente apprezzabile dai più, come hanno dimostrato gli applausi delle folle nelle piazze italiane, ma fatica a diventare di dominio pubblico. La musica di Antony and the Johnsons è come i regali delle festività che mantengono la loro unicità proprio grazie al calendario: perderebbe senso e magia se ripetuta quotidianamente. E così, ogni volta che la band torna ad esibirsi o promette l’arrivo di un nuovo album, in molti si risvegliano bisognosi dell’amico lontano, che torna ad abbracciarli. E in prossimità di una nuova produzione, è giusto ricordare l’ultima opera della band.
I am a bird now è il secondo album del progetto Antony and the Johnsons che, pubblicato nel 2005, continua a trovare spazio nei negozi di dischi in primissima fila. Dieci tracce dai titoli scritti a mano sul retro dell’album, bianco su nero, con calligrafia incerta, infantile e splendidamente angelica.
Subito la musica e la voce danno luce ad emozioni tanto pure quanto inspiegabili. Hope there’s someone apre l’album come un porta di uno scantinato, umido e freddo. Passo passo Antony ti accompagna per mano nella profondità che non perde la speranza e la gioia di vivere. Un favoloso crescendo di pianoforte spinge verso l’alto, per poter godere della sucessiva My lady story: ballata che accarezza con flauti, archi, e incantevole voce.
Uno dei pezzi più interessanti risulta essere For today I’m a boy dove ancora una volta la speranza sembra essere l’unica cosa certa di una vita. La voce tremante è scossa, un terremoto di musica che guarda di fronte a sè con gioia e determinazione.
L’incanto della vita e del destino si intrecciano in Man is the baby toccando tristi note orchestrali.
In quest’album sono tante le partecipazioni di personaggi “cult” che permettono ad Antony and the Johnsons di dare voce alle tante altre metà vive in ogni brano e ogni parola/accordo. Boy George dona la sua voce al duetto della splendida You are my sister mentre la voce di Rufus Wainwright diventa protagonista della brevissima ma intensa What can I do? dove Antony si limita alle seconde voci.
Le parole, la voce e la chitarra di Lou Reed sono colonne portanti di Fistfull of love. Per concludere le collaborazioni ci pensa il caratteristico timbro del folk singer Devendra Banhart in Spiralling: canzone leggera come una brezza che si insinua tra le corde degli archi suonati con grazia suprema.
L’ultima traccia torna alla partenza, in un continuo circolo di emozioni. Un vellutato pianoforte apre Bird Gerhl.
Antony canta “I’ve been searching / For my wings some time”, come a confermare l’impressione che ebbe Lou Reed al primo ascolto della vode di Antony. Lui credeva fosse un angelo.
Un angelo che prende la dolcezza delle donne, la fragilità dei bambini, la voce di Nina Simone e Jeff Buckley.
Un album che, insieme ad un live della band, può cambiare la vita di chi lo ascolta.

Credits

Label: Secretly Canadian / Wide – 2005

Line-up: Julia Kent, Maxim Moston, Jeff Langston, Rob Moose, Parker Kindred, Thomas Bartlett, Kevin Barker, Doug Wieselman

Tracklist:

  1. Hope There’s Someone
  2. My Lady Story
  3. For Today I Am A Boy
  4. Man Is The Baby
  5. You Are My Sister (con Boy George)
  6. What Can I Do? (con Rufus Wainwright)
  7. Fistful Of Love (con Lou Reed)
  8. Spiralling (con Devendra Banhart)
  9. Free At Last
  10. Bird Gehrl

Links:Sito Ufficiale,MySpace

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Un solo commento

  1. una descrizione azzeccatissima di Antony.. non potevi trovare parole migliori.

    E il disco.. beh, un autentico capolavoro. Una voce ed un talento assolutamente unici

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