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Abbandonarsi per ricominciare a costruire: intervista a Paolo Benvegnù

Ci sono ascolti che sono come un viaggio al centro della ri-scoperta di se stessi. Magari somigliano ad un viaggio in mare, tra le sue carezze profumate di sale e le sue tempeste di rabbia. Magari non hanno bisogno di troppi punti di riferimento perché è Sano l’abbandonarsi alle vibrazioni che sanno pungere e sfiorare il cuore. Magari sanno far male ma Conducono dove Devono.
Le Labbra (La Pioggia Dischi – 2008) è il nuovo album di Paolo Benvegnù, accompagnato da una schiera di abili e umili musicisti. Undici tracce di un percorso che accomuna, avvicina, stringe, rivela, fino allo stupore. LostHighways incontra il signore d’altri tempi e d’altri luoghi. (Foto 1-2 by Mario Petrillo; foto 3 by Serena Remondini)

Vado di slancio, come insegni. Devo dirtelo: mi prendo la libertà di un dialogo che sia ricerca, perché so che con te si “trova”, poi.
Le labbra
e il rosso dell’amore che sanno raccontare. Le labbra e il silenzio che sanno imprigionare. Hai respirato così forte in undici ferite che squarciano e inducono a “cercarsi” dentro i colori estremi dei sentimenti. Su tutto una verità che hai pronunciato una sera di questo freddo inverno: l’importanza di Riconoscere l’Amore Assoluto…
Ciao Amalia… e grazie per l’opportunità… Sei Gentile e premurosa.

“E gli universi paralleli/Parlano attraverso la casualità/e nell’eccitazione meccanica dei gesti inconsci…” (Jeremy): quanto costa abbandonarsi a questa verità disarmante?
Non costa nulla. E’ anzi una Rivelazione Semplice, ma difficile da adottare. Perchè scardina tutte le volontà di esistenza e di controllo dell’uomo. La sua tensione verso il Perfettibile. Mentre la tensione, l’Attenzione dovrebbero andare verso l’impercettibile esistente. Il Necessario, il Naturale, l’Assoluto già esistente.
Siamo qui. Nutriamoci dei frutti. Che bisogno abbiamo di crearci nuovo cibo? L’uomo è cannibale, si muove e si dimena, ma si pensa albero. Questo è disarmante.

“Cadendo e superando il bene e il male/e abbandonarsi per ricominciare a costruire” (Il nemico). Costruttori di se stessi. Voler esser felici (non dimentico)…
Sì, anche se il vero passo non è proprio costruire… semmai decostruire… che è la summa di tutte le costruzioni. Molte volte mi chiedo cosa ci affascina del mondo dei Bambini… e non è forse il loro essere Puri anche nell’egoismo, nelle esigenze?
Ciò che penso, allora, è che forse per un adulto è importante decostruire le proprie protezioni, essere indifeso ed incondizionato, essere Sano della propria insanità. Ed unico in questo. Poi, solo poi, si può scegliere di costruire. E sì, poi c’è anche il fatto che siamo talmente abituati al grigio che il Bianco accecante non lo riconosciamo come umano. E non Crediamo a nulla. Nemmeno a chi ci ama. Infatti nella maggior parte delle volte si ama rimpiangendo l’Amore. L’Amore Assoluto invece è Ora e Qui. Come Tutto è Per Tutti. Basta Vederlo. Sentirlo. Volerlo. Crederlo. E soprattutto non azzannarlo, ma gustarlo. Volere essere felici colora questo bianco accecante. Lo rende Nostro. Ed è per tutti diverso. Ma ugualmente Bellissimo.

L’ascolto è stato un viaggio tra suoni che sembrano assumere la forma di spigoli ad ostacolare, per poi smussarsi in aperture di forte pathos. Mi sbaglio se dico che, rispetto a Piccoli Fragilissimi Film, quest’ultimo è un disco che suggerisce un percorso di più forte contrasto, di urti nella ricerca? C’è un’aggressività sana, un mordere con arrangiamenti e parole per raggiungere dolcezza, però…
Non saprei… scrivo come vivo. E molte sono le volte in cui ho dovuto farmi forza e prendere decisioni difficili e sicuramente non comode. Ma queste scelte mi hanno portato ad essere sano. E a capire soprattutto la non differenza tra vittima e carnefice. Il problema è sempre di comprensione. Io ho avuto spesso una vita difficile, ma nel tempo è diventata più fluida, felice, senza peso. Anche se le condizioni intorno a me non sono cambiate di molto. Sono sempre stato povero e senza nulla e ancora è così, ma tutto questo è solo uno scenario. L’azione o la non azione stanno in noi. E in Noi si muove ciò che molti chiamano Dio. Io in questi quarantadue anni mi sono solo preparato a vivere. Vivo da poco. Ho circa otto mesi. Nel disco si parla di questo travaglio perciò sì, è aggressivo e dolce, come una madre. Una madre che allatta il figlio e gli canta una ninna nanna è la Persona più dolce e serena dell’universo. Ma se un istante dopo qualcuno cerca di rubarle il figlio, diventa aggressività e difesa a costo della vita. Io, vorrei essere come chi amo. Come il mare.

Nell’Amore, nella Vita non c’è linearità? Le labbra non sanno, non vogliono esser lineari… vogliono essere “fallibili”. L’Amore è santo e blasfemo… “A tormentare/a mescolare il bene con il male/e come il mare non lo puoi fermare”. L’Amore è assalto, distanza, interno notte, peste
Prova a pensare a ciò che di più prezioso hai. Riesci a darne un significato univoco? La vita subita, l’amore masticato non sono né Vita né Amore. Tutto manca di linearità… chiediti se ogni giornata si svolge esattamente come ti aspettavi. L’unica cosa che possiamo fare è accettare il mistero e viverlo.
Per questo si assale, si resta distanti, assenti molte volte anche da se stessi. Di notte il mondo ci abbandona. Questo lo sanno i Marinai. Io cerco di scrivere navigando la vita. Con il rispetto che si deve a ciò che può Cullare o Distruggere.

“E non hai limiti e non hai risposte/ma solo un vago senso di eleganza/per questo ti insegno la pazienza” (La schiena). La pazienza per puntare in prospettiva, pur dedicando ogni singola goccia al bene di qualcuno in modo totale…
La Pazienza non serve a nulla se ha un obiettivo. La Pazienza si muove all’apparenza in contrapposizione all’amore, alla realizzazione della Vita. Di fatto, non è così, se si è pazienti senza nessuno scopo da raggiungere. Mi piacciono i bambini quando giocano da soli, quando immaginano mondi non fisici. Ecco, in quei giochi c’è la Vera Pazienza. Non in ciò che noi surroghiamo e propiniamo ai noi stessi. Per l’adulto, spesse volte la Pazienza è un metodo per essere meno frustrati rispetto a Desideri non raggiunti o irraggiungibili… “Come stai?”… “Si tira avanti”. Questa non è Pazienza. È l’anticamera dell’indifferenza.

Il nemico è un pezzo che ho amato all’istante, per il testo, per l’intro che sembra portarti in luoghi di soli strumenti, per la direzione improvvisa verso un’apertura a pieni polmoni. Variegato, folle nelle linee sonore e nel cantato. Me lo racconti?
Quale peggior nemico di Noi Stessi? E A cui dedicare tutto anche mascherando l’egoismo con l’essere missionari, adottando bambini, facendo finta di amare? Io ho distrutto tutto ciò che ho costruito, almeno tre volte. Sapevo che erano storie destinante a perire, ma mi sentivo solo senza di esse. Perciò ho costruito fintamente, trovando anche refrigerio. Ma mai Fuoco o Ghiaccio. Avrei dovuto rimanere da solo. Per non fare del male, per ritrovarmi prima di avere anni 42, 43. Chiedo scusa. Ho sbagliato. Ma ora sono Sano, pronto. Ho decostruito. Ora mi posso dedicare finalmente agli altri. Ora, arriva Tutto.

1784… “E nei tuoi occhi. I miei sogni. Esplodono”: è questo il luogo del riconoscersi? Della calma dopo la purificazione?
Ci si riconosce in Tutto. Quando davvero ci si riconosce. E gli occhi, come le Labbra senza le Parole, parlano delle nostre scelte, di ciò che la Testa non dice. Ma il luogo per riconoscere l’Altro è in Noi. Ed è faticoso trovarlo. Ma è la cosa più importante. Poi, scendi in strada. I Bimbi ti sorridono, l’Altro ti si avvicina. La calma dopo la Purificazione è calma attentissima e concentrata. È calma di Sentire ogni cosa e venerarne l’esistenza e allo stesso tempo attraversarla con decisione. Spronare i cavalli, Amare un Corpo, tagliare i rami secchi. Ci vuole Amore, ma anche Decisione.

Per alcuni la musica è solo una forma di edonismo, per altri è “fatica” nel percorso, ostacolato da problemi pratici, e nella ricerca interiore…
Esistono Aguzzini e Custodi. In ogni campo. E in ogni campo l’edonista è aguzzino. L’etico è il custode. E c’è una bella differenza. Perchè il custode cerca solo di avvertire, mentre l’aguzzino apre delle gabbie solo per la libido di vedere i prigionieri nell’ora d’aria. E le sue nervate non servono ad avvertire, ma a creare Perversione. Questa è la Differenza.
Ovvio… gli uomini in maggioranza preferiscono gli aguzzini.

Tu e i tuoi amati compagni di viaggio. Raccontami il vostro legame.
Mi trascinano. Mi alleggeriscono il cammino. Sono i miei fratelli. Io appesantisco le loro esistenze di concetti ed orpelli. Voglio loro bene. Guglielmo Ridolfo Gagliano, Andrea Franchi, Luca Baldini, e ora Anche Igor Cardeti, Michele Pazzaglia, Lorenzo Bedini… Siamo un gruppo.
Oggi ho parlato a titolo personale. Ma i Paolo Benvegnù sono un gruppo di persone, di cui io sono il cantante. Potrei parlare ore di loro, del talento Assoluto che hanno e della leggerezza che Conoscono in modo innato. Di ciò che mi insegnano ogni giorno. Ma noi siamo uomini, e ci viviamo con il rispetto dei padri verso i figli. Quasi grugnendolo. Sento il loro bene e loro il mio. Come Fratelli. E vorrei accoglierli in serenità, un giorno. Per questo Troverò una casa senza Muri. E poi i soldi per costruirla. La Dipingerò di rosso ed avrà un gazebo nel giardino dove poter dipingere. Ci saranno almeno due cani. E bambini che sgambettano. Ed io sarò Felice. E sì. Nei Suoi occhi. I miei Sogni esplodono.

A ri-trovarci…
Grazie ancora. A presto. A Napoli. Ti auguro felicità e bellezza e forza.

Il nemico – Preview


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5 commenti

  1. Magia delle parole. Strade da percorrere. Non c’è via di scampo… un signore… un immenso songwriter… un grande uomo: Paolo Benvegnù. Suggestionabile intervista il cui sapore resta sulle labbra.

  2. bellissimo perdersi tra le parole di un grande poeta dell’essere.
    grazie amalia e grazie a benvegnù che con le sue parole ci porta su meravigliose strade da percorrere in musica.

  3. “L’unica cosa che possiamo fare è accettare il mistero e viverlo.”
    La vera lotta è il bianco abbagliante di una normalità che sfondi gli argini della mediocrità. Le Labbra INSEGNA.
    Grazie a Paolo, per la dimenzione umanissima di un sentire che ha l’onestà della carne appesa al filo sottile e solidissimo della verità.
    Grazie ad Amalia, perchè riesce a conservare la “fallibilità” di una fede sconsiderata nell’Amore Assoluto, rifugiandovisi.

  4. amo pensare che ascoltare le parole di Paolo sia un’esperienza che ti lascia una traccia indelebile, come un sogno che ti riporti dentro nella realtà di ogni giorno… è semplicemente bello pensare che si possa ascoltare per capire, disegnare un nuovo cerchio perchè sia lo sprono ad essere curiosi, a non dare niente per scontato…
    l’ho ringraziato un miliardo di volte ma non è mai abbastanza…

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