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Pop rock in salsa vintage: Lombroso @ Goldoni (BR) 31/01/08

Suoni datati ma virulenti e perennemente efficaci. E’ tutto ciò di cui siamo alla disperata ricerca stasera! Un po’ di sana e sessantina sbornia, e tanta tanta adrenalina. Ci infiliamo in macchina, manco fossimo diretti senza sosta nelle notti brave della Liverpool del ’68 (per quanto la mia Punto possa fantasiosamente immedesimarsi in una cabriolet di quegli anni!), e diamo in pasto al lettore cd tutto il repertorio possibile e immaginabile dell’epoca. Ho sentito peraltro che questa sera al Goldoni suonano i Lombroso e ci ho messo pure poco tempo ad inculcare a quella mandria di flower children fuori tempo massimo del mio branco il ritornello penetrante del loro nuovo singolo!

I Lombroso, per chi ancora non avesse avuto la fortuna di conoscerli, è il progetto di Dario Ciffo (violinista degli Afterhours), che in questa formazione è impegnato come front-man a tutti gli effetti cantando e suonando la chitarra, e di Agostino Nascimbeni alla batteria. Un duo che da poco ha dato alla luce il suo secondo capitolo discografico dal titolo Credi di conoscermi, dopo il disco d’esordio del 2004. La loro proposta è un pop rock cantato in italiano, dalla spiccata attitudine sessantiana, che può ricordare per certe scelte melodiche gli Equipe84, i primissimi Pooh o certe cose di Lucio Battisti, quando non gli ultimi ammiccamenti vintage d’autore del loro padrino Morgan o le melodie più blande dei fortunatissimi (seppur a mio parere più fatui e sopravvalutati) Le Vibrazioni. Quando entriamo nel locale li troviamo entrambi direttamente sul palco, impegnati con le ultime prove di soundcheck: non sarà effettivamente, almeno per la prima parte, un’esibizione fortunatissima per quel che riguarda monitor e casse, suoni e varie (l’odore di fili bruciati e la conseguente pantomima di Dario tra un pezzo e l’altro pagano più che bene la carenza), ma sbriglieranno bene l’intoppo con un live egualmente spettacolare. Batteria, chitarra e basso (quello simulato in tempo reale dalle linee registrate e “loopate” dalla chitarra di Dario, a scapito di autentiche acrobazie sulla pedaliera), sono la line-up di questo power trio (?) che dal vivo sfoggia un sound sicuramente più secco e tirato. L’atmosfera abbastanza intima e raccolta del locale permette di appurare meglio e bene la loro esibizione e la freschezza ed immediatezza dei loro brani. Agostino Nascimbeni e le sue scenette improvvisate da cabaret sono semplicemente irresistibili ed il suo stile alla batteria secco, preciso e decisamente rock’n’roll lasciano col fiato sospeso; Dario Ciffo è promosso a pieni voti come un ottimo performer che bene ha imparato le lezioni di Manuel Agnelli in ormai dieci anni di militanza afterhoursiana, con un’ottima estensione vocale (ecco perché Manuel gli fa fare il controcanto di buona parte dei suoi brani più squarciagola!) e un buon stile alla chitarra. Tra i pezzi in scaletta, brani azzeccatissimi tratti dall’ultimo lavoro come Sei Qui e Cosa Stai Dicendo, trascinanti melodie ‘sixty vestite di arrangiamenti ammiccanti ed irresistibili, o dal vecchio disco brani immancabili come Il Miglior Tempo ed Insieme a Te Sto Bene, bellissima ed intensa cover di Lucio Battisti, che dal vivo si dimostra l’ennesima prova irresistibile del duo. Assente dalla scaletta invece il nuovo singolo Credi di conoscermi, vero tormentone per chi si è avvicinato di recente al sound dei Lombroso, forte anche di un clip accattivante e gettonatissimo. Vedere Dario Ciffo sul palco è vedere un Afterhours punto e basta ed il feeling instaurato con Agostino alla batteria (a dispetto delle difficoltà dovute alla forma di duo senza basso) fanno di loro un’ottima proposta anche nella dimensione live che non possiamo non consigliarvi di catturare al volo nelle prossime datedel loro tour.

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