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Il movimento necessario – Muriél

Colore e tempo, sfumature di ombre e di luce, contrasti di mappe nuove per direzioni sconosciute.
Sonorità originale, in una lingua diversa dal solito esperanto. Indipendenti, foschi e brillanti, a volte estremi, a volte timorosi. Quello dei Muriél è un genere che non può essere definito, molto individuale e allo stesso tempo riconoscibile. Nati alla fine del 2000, pubblicano questo loro primo album nel 2006, con la produzione artistica di Paolo Benvegnù, che garantisce loro libertà e allo stesso tempo un’indiscussa professionalità ed indica strade senza mai forzarle. Nasce così Il movimento necessario. Frutto della necessità di esprimere un messaggio, della capacità e della possibilità di farlo. Musica che segue gli umori, che fa strada alle parole. Testi sottili e raffinati come poesie, esaltati in alcuni passaggi dall’eleganza di violoncello, organo e fiati.
Undici brani come undici momenti da assaggiare con calma. Per lasciarsi condurre lontano dall’emotività propria e da quella infusa. Faccia a faccia dà inizio all’album preannunciando impulsività e qualità inconsuete. “Che cosa esplode dentro me? Sono un riflesso sospeso nell’universo della noia”. L’incostante voce di Maurizio Mangoni stupisce da subito per l’altalenante intensità del timbro, che carica di intenzione ogni brano. A volte incerta, imperfetta forse, ma creatrice di involontarie seduzioni. Un’introduzione che implode ed esplode di istintività.
Segue Il prezzo della gioia. Trasparente e spigolosa, ci ricorda che ogni cosa ha un prezzo, che si potrebbe mentire per sopravvivere, ma senza identità saremmo niente. Subito dopo Stagioni: un brano esemplare. Di indiscussa bellezza. Perfetto in ogni dettaglio e sfumatura. La punta massima del disco. Un crescendo di visioni. La prima parte molto scandita, ritmica, schematica. Una parte centrale rumorosa: impeto e metodo, e la parte finale gocciolante di speranza, aspettando “la fine dell’inverno”. Fiocchi di neve: ”noi siamo pensieri fragili, come nuvole, che nel vento svaniscono…”, il contrasto emerge sempre, anche qui, tra parole rauche e parole metalliche e magnetiche, che raccontano di noi, consapevolmente. Ciò che un tempo, un brano particolarmente carico di giochi vocali, lamenti e parole spezzate. “Non fermarsi è un movimento necessario”. Un passato che è stimolo, non freno. Molto interessante l’ultima parte, che evoca voci cambiando direzione alla musica.
In gioco: un pensiero pronunciato ad alta voce, fermo in aria, accentuato dalla conclusione del brano che è solo strumentale. Che dà il tempo di riflettere sul fatto che “fuori, fuori dal gioco nessuna regola ci salva”.
L’estate inizia in punta di piedi, in riva al mare. Sfiora l’acqua, poi cammina, si immerge, piano. Sott’acqua, lì dove non arrivano i suoni, poi riemerge, salta in aria, ritorna, si contorce, beve. Attrazione e voglia di restare fermi a guardare. “Tu ricordati l’illusione, questa è la festa.”.
Oceano e Sorprese vestono di musica, di immagini mute. Un oceano vero e proprio di note, di richiami, di sirene ad innamorare, di onde e di piccole tempeste. E nell’immenso un messaggio nella bottiglia: “Mi stupisco quando mi accorgo di come ti rincorro in un oceano di desideri…” . Petto a petto in una danza di corpi.
Autoritratto è un brano poco d’impatto, poco lineare, ma allo stesso tempo molto sperimentale, molto azzardato anche nel testo, che nella parte finale riassume titolo per titolo l’anima del disco e la allunga di gocce di musica intervallate da respiri ed estensioni.
Su una linea simile Tracce, un brano comunque molto vivo, sentito, così come l’intero album. Notevole la frase:” Ma cosa seguirà ad ogni scelta? Forse solo una cicatrice d’identità”.
Quarantacinque minuti di assoluta passione, dove i picchi sono certamente più numerosi degli episodi di minore intensità. Ma un lavoro ben riuscito, piacevole, un disordine d’immagini.

Credits

Label: Jato Music – Wide Records (2007)

Line-up: Maurizio Mangoni (voce, chitarra, piano, cori) – Mirko Bertolucci (chitarre) – Francesco Colzi (basso) –
Fabio Mazzei (batteria, metallofono)

Tracklist:

  1. Faccia A Faccia
  2. Il Prezzo Della Gioia
  3. Stagioni
  4. Fiocchi Di Neve
  5. Ciò Che Un Tempo
  6. In Gioco
  7. L’Estate
  8. Oceano
  9. Sorprese
  10. Autoritratto
  11. Tracce

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Un solo commento

  1. Giusto equilibrio tra poesia e analisi tecnica. Veramente brava!

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