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In un contesto mainstream… spazio alla musica indie: intervista agli Eggs 25/06/07

LostHighways ha incontrato una delle band più interessanti del panorama alternativo italiano: gli Eggs. Il loro noise-elettronico ha dominato la folla in una location di suadente suggestione, tra il Palazzo Reale e il Maschio Angioino: uno spazio magico fatto location per il palco di TRL EXTRA LIVE, che ha consentito consente l’accesso non solo ai “soliti noti” ma anche a band “emergenti” (?!) grazie alla formula di selezione di Cornetto Free Music Audition 2007. Gli Eggs vengono presentati come band emergente, “come satelliti” del pianeta MAINSTREAM…ma… errore: la band ci sa fare! Conterà qualcosa sentire tantissime voci ripercorrere i versi di Quello che non c’è, Come satelliti e Formalina? Conta… vuol dire che il pubblico ha un “gusto”, può scegliere… basta variegare l’offerta e offrire visibilità aliena da compromessi!

Dopo l’eccellente performance (andata in onda quest’estate su MTV), siamo stati ospitati dallo staff di MTV ITALIA per scambiare quattro chiacchiere con il cantante Aldo Giuliani e il tastierista/producer Andrea Tripodi (Foto Rosa D’Ettore).

Vlady: Il primo aspetto che mi ha colpito nella presentazione di questa sera è stato l’appellativo “band emergente” accostato al nome degli Eggs, cosa ne pensate a riguardo?
In che senso “emergenti”…?!

Vlady: Infatti! Nel senso che in Italia ci sono gruppi di qualità che suonano da una vita ma non gli viene mai dato lo spazio che meritano…
Aldo: Su questo sono d’accordo. In Italia è molto difficile trovare il tempo ed il modo per proporre un proprio progetto musicale. Poi il discorso delle band emergenti si complica ancora di più, in molti casi si è costretti ad affrontare delle richieste molto precise. Faccio un esempio: se vuoi passare su determinati network radiofonici devi tagliare i pezzi su misura per la linea delle radio, tipo: l’inciso deve avvenire dopo al massimo un minuto e mezzo dall’inizio della canzone, ci devono essere delle introduzioni che superano almeno i quattro secondi…
Andrea: Però queste regole non valgono per i Big stranieri… i pezzi si passano senza richieste alcune.

Voi siete sulla frontiera in questo momento: provenite dal mondo indipendente e mirate al mainstream. La performance di questa sera è un primo step verso quella direzione, l’album è in cantiere e le vostre canzoni funzionano al di là dell’inciso piazzato al posto giusto… eppure la “musica suonata” (come la vostra) in Italia stenta ad avere spazio rispetto ad altre realtà che sanno solo scratchare?
Aldo: In base alla mia esperienza e alla nostra attitudine posso dirti che penso che in Italia ci sia spazio per chi suona anche di più rispetto ad altri paesi. Non sono contrario all’uso di elettronica “spinta” in un concerto, tutto dipende da quello che proponi. Per i Chemical Brothers non si può dire che non suonino.

Vlady: Questo vale anche per gli Aphex Twin, ma io mi riferivo soprattutto all’aspetto qualità che si viene a perdere in alcuni gruppi che inseguono l’elettronica a tutti i costi, cosa che non accade nel vostro caso. Definirei il vostro rock di tipo “noise-elettronico” e non “pop elettronico” alla Subsonica (spesso i paragoni si usano con troppa ed errata semplicità). Il vostro sound ha colori diversi e sfumature che l’ascoltatore medio (a banda limitata) non coglie. Cosa ne pensate a riguardo?
Aldo: Prima di tutto sottoscriviamo in pieno tutto quello che hai detto. Certamente non vogliamo eludere paragoni con i Subsonica che sono stati i pionieri epocali nell’aprire nuove frontiere alla musica italiana. Qualcuno agli inizi li aveva paragonati ai Primal Scream ma poi alla fine è fuoriuscita la loro cifra stilistica. Comunque ti ringrazio per l’accento che hai voluto porre sui colori rock del nostro sound rispetto ai Subsonica.

Vlady : Solo nell’ultimo album i Subsonica sono diventati più rock.
Aldo: Forse sono loro che hanno preso spunto da noi…scherzo!

Amalia: Quello che non c’è è stato il vostro primo singolo. Un pezzo veicolato da un video di alto impatto, firmato dalla regia di L. Vignolo. Ci raccontate della lavorazione?
Aldo: E’ stata un’esperienza fantastica prima di tutto per la persona straordinaria che è Lorenzo Vignolo. Ha una serenità di fondo che riesce a trasmettere a tutta la troupe che lavora con lui. Tutti noi siamo stati in ballo per tredici ore, ma lui con la sua serenità ed il suo sorriso è riuscito a non far emergere nessuna linea di stanchezza in nessuno.
Andrea: Una scena cult è stata quando la ragazza che doveva ridere nel video… non ci riusciva e lui ha fatto di tutto per portarla a ridere alle 8 di sera! Tieni conto che alle 7 del mattino erano iniziate le riprese! Alla fine ha coinvolto tutti.
Aldo: La location è stata fantastica: i “GIARDINI DI PLASTICA” di Genova che sono situati su 5 viadotti e tra palazzi da quindici piani ciascuno, costruiti dove si trovano le rovine della casa di Paganini… adesso c’è solo una targa commemorativa.

Amalia: Avete già scelto il prossimo singolo?
Aldo: Potrei dirti che siamo legati a tutti i pezzi. Ma posso dirti che, sia per scelta di cuore che per dettami radiofonici, forse sarà Formalina il nostro prossimo singolo.

Vlady: Quanto contano strumenti del web come il myspace, il podcast per la promozione della musica? Una serata come quella di oggi è una botta tremenda di visibilità, ma se non c’è il passaparola costante è come se non ci fossa mai stata…
Aldo: Servono tutte e due le cose. Servono le opportunità come quella che ci ha offerto il Cornetto Free Music Audition e quelle offerte dal web. Sono convinto anch’io che sfruttare tutti i mezzi possibili sia la cosa giusta. Il web è una realtà ancora non stabilizzata. Lo sai meglio di me…

Vlady : Infatti band inglesi e americane famose hanno capito il concetto di promo-digitale scaricabile per i podcasters ed in Italia ci sono artisti notissimi che non permettono neanche l’add della canzone dal MySpace, attaccati persino allo streaming audio…
Aldo: Sono d’accordo con te pienamente! Pensi che Trent Reznor dei NIN ha reso scaricabili tutte le tracce. Da questo punto di vista siamo ancora dietro.

Vlady : In molti paesi il cd dell’artista che ti piace si compra indipendentemente, in Italia non c’è la cultura del cd come d’altronde è difficile anche scrivere di musica! Qui si prende quello che ti passa la radio, la musica non si legge.
Aldo: C’è un approccio più da supermercato, diciamolo. La tua figura dell’ascoltatore a banda limitata che non coglie le sfumature è efficace.

Vlady: Ecco perché gli Eggs sono confusi con i Subsonica!!!!
Andrea: Purtroppo in Italia si scrive e si seguono degli schemi di produzione anni sessanta. I big come Laura Pausini ed Eros Ramazzotti sono un classico esempio che evidenzia lo stato della musica in Italia.

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