Home / Recensioni / Album / Rezophonic – Artisti Vari

Rezophonic – Artisti Vari

Quando ci si rende conto che la nostra fortuna non è dovuta, che le nostre conquiste e le nostre vittorie sono meriti ma anche flussi favorevoli, che la nostra ricchezza non vale niente se non possiamo condividerla, allora si tendono le mani. Si aprono gli occhi.
Rezophonic è un progetto socio/musicale organizzato nel Febbraio del 2006 da Mario Riso, conosciuto batterista rock nonché fondatore di Rock tv, noto canale musicale satellitare. Una vera iniziativa umanitaria, che grazie al supporto tecnico di Marco Trentacoste è diventata anche un disco, i cui brani vengono suonati e cantati da noti musicisti italiani, e i cui ricavati verranno devoluti all’African Medical and Research Foundation (AMREF) che ha come scopo la realizzazione di pozzi d’acqua nel Kajiado, una delle regioni più aride dell’Est Africa, e del mondo, ai confini fra Kenya e Tanzania, per “Offrire da bere a chi ha veramente sete”.
Per la dignità, per il diritto di essere “viventi” a tutti gli effetti.
Sono 15 le tracce di questo disco di cui Mario Riso è autore e batteria.
Si apre con Can you hear me?, con la voce urlata, calda, potente di Olly (ex Shandon). Una richiesta che non aspetta risposte. Accompagnato da Cristina Scabbia (Lacuna Coil), Marco Cocci (Malfunk) e Gianluca Perotti (Extrema). Un misto di sguardi bassi e di presa di coscienza urlata. Un taglio che aspetta di essere curato. Una voce lontana che riecheggia nel petto. Un sogno donato a chi non può sognare.
Segue Riso’s beat, un pezzo crossover e potente, con Marco Cocci, Mana (Folder), e i Linea 77. Parla ancora di silenzi e sogni, di rabbia ed impotenza. Sottolinea la forza della musica a mandare segnali, a toccare anime e ideali.
Terza e quarta traccia. Intro e liberazione. L’indescrivibile voce di Max Zanotti (Deasonika) e la personalissima voce di Giuliano Sangiorgi (Negramaro), distorta, sincopata. L’uomo di plastica. Testo e musica di una delicatezza indicibile. All’apparenza un brano d’amore, completamente proiettato verso un’immagine ed una visione. Ma pur sempre di amore si parla quando si tratta di una terra, l’Africa. Con le sue difficoltà e le sue bellezze. Il suo essere vergine e bisognosa. Delusa e speranzosa.
E ancora la voce di Giuliano Sangiorgi insieme a Diego Mancino e Alessandro Ranzani (Movida) per I miei pensieri. Un brano ben vestito, leggero. Una ballata di belle voci e parole semplici. Carezzevole, da assaporare in ogni sfumatura.
Il brano seguente, I’m Junk, interpretato dagli FFD, è un richiamo al punk. Riconoscibile la maestria di Mario Riso alla batteria.
La strumentale Alien rende perfettamente l’idea della qualità dei musicisti che partecipano a questo progetto. Un titolo perfetto. Davvero alieni.
Qualcuno da stringere, cantata da Pau (Negrita) nel suo inconfondibile stile. Per chi ama il genere e i Negrita è un brano imperdibile.
Non ho più niente da dire, cantata da Max Zanotti e Marco Cocci, è uno dei pezzi più curati, un testo ricercato e begli effetti, specie nella parte finale. C’è sempre qualcosa di immediato quando le parole nascondono intenzioni e la musica le svela.
Spasimo, un altro brano che arriva fino in fondo, dal primo ascolto. Leggero e forte. Deciso e discreto. Come un uomo in una terra che non conosce, che teme, che ama. “E’ come una risposta che non so. E’ come una carezza che non ho. Ripeto una parola che non ha avuto senso.” Cantato da Max Zanotti, David Moretti (Karma) e Francesco Sarcina (Le Vibrazioni), regala immagini di occhi veri come la solitudine.
Black in blue, interpretata da Olly, L’Aura e Francesco Ranzani, sembrerebbe una canzone anni ’80, una rock ballad che ci ricorda che la diversità è una ricchezza, invocando con stabilità serenità per chi non ne possiede.
Seguono due pezzi del repertorio personale di Mario Riso. Il primo, Spaces and Spleeping stone, interpretata dai Fire Trails con Pino Scotto e Steve Angartal, è un pezzo hard rock con un intro molto interessante, abili distorsioni e un attacco coinvolgente. Fa smuovere gli animi, sicuramente. Un personaggio come Scotto è assolutamente impareggiabile. Segue Puro incanto, dei Movida, cantato da Alessandro Ranzani. “Io ti porterò dove sarai gioia o puro incanto.” Una promessa mantenuta.
La penultima traccia è una rivisitazione di Can you hear me? di Madaski, un remix all’altezza del brano originale, mentre l’ultima Il Riso di Tullio, è un incontro tra due grandi batteristi, Mario Riso e Tullio De Piscopo.
Voci che si distinguono nello scenario musicale italiano. Un impegno artistico e sociale ammirevole, da prendere come esempio. Che unisce diversi mondi, diversi generi musicali per abbracciare tutte le personalità. Per ricordarci che l’essere noti porta anche delle responsabilità, che si può essere portatori di un messaggio importante, piccoli rivoluzionari a realizzare atti concreti. L’ennesima dimostrazione che l’unione di singole menti produce la mente perfetta.

Credits

Label: Sugar – 2006

Line-up: Mario Riso – William Nicastro – Olly (The Fire)
Cristina Scabbia (Lacuna Coil) – Marco Cocci (Malfunk) – G.L. Perotti (Extrema) – Maus (Lacuna Coil) – Marco Trentacoste (Deasonika) – J.L. Battaglion (Movida) – DJ Aladyn – Jan Galliani (Settevite) – Stef Burns – Tommy Massara (Extrema) – Mana (Folder) – Emo & Nitto (Linea 77) – Roy Paci – DJ Jad – Eva (Prozac+) – Max Zanotti (Deasonika) – Pablo Von Roitberg – Morgan – Roberta Sammarelli (Verdena) – Fabio Mittino – Giuliano Sangiorgi (Negramaro) – Stefano Brandoni – Andy (Bluvertigo) – Marco “Garrincha” Castellani (Le Vibrazioni) – Cesare Petricich (Negrita) – Omar Pedrini – Nikki – Diego Mancino- Alessandro Ranzani – (Movida) – Max Brigante – FFD – Joxemi (Ska-P) – Micky (No Relax) – Ringo – AlteriA (NoSpeech) –
Lella (Settevite) – Sem (Guilty Method) – Michele Albè (Piks) – Pier Gonella (Labyrinth) – Patrick Djivas (P.F.M.) – Andy”Trix” Tripodi – Livio Magnini (Bluvertigo) – Pau (Negrita) – Fefo Forconi – Ugo Nativi – Enrico Amendolia – Roberto Broggi (Guilty Method) – Pino Scotto- Francesco Sarcina (Le Vibrazioni) – Saturnino – Fausto Cogliati – L’Aura – David Moretti (Karma) – Steve Angartal – Larsen – Coppolino – Ivan Lodini – Silvio Franco – Giovanni Frigo – Madaski + N.A.M.B. – Davide Tomat

Tracklist:

  1. Can You Hear Me?
  2. Riso’s Beat
  3. L’uomo di Plastica (intro)
  4. L’uomo di Plastica
  5. I miei pensieri
  6. I’m Junk
  7. Alien
  8. Qualcuno da stringere
  9. Non ho più niente da dire
  10. Spasimo
  11. Black In Blue
  12. Spaces And Sleeping Stone
  13. Puro Incanto
  14. Can You Hear Me? RMX
  15. Il Riso di Tullio
  16. Bonus Can you hear me? Video clip

Links:Sito Ufficiale,MySpace

Ti potrebbe interessare...

Kikagaku Moyo - Kumoyo Island

Kumoyo Island – Kikagaku Moyo

Al quinto album lo schema geometrico della band nipponica affina le coordinate per una perfetta …

2 commenti

  1. Sinceramente quello di Rezophonic è un progetto del quale è difficile parlare, anche perchè in questo cd si alternano brani molto belli e brani meno belli. Ma tu hai saputo valorizzare nel modo più giusto il tutto. Complimenti.

  2. Una recensione attenta e precisa nell’analisi di tutti i brani per convincere ulteriormente al di là del grande scopo dell’iniziativa che vedrà sempre l’appoggio di noi tutti Lost Writers :->
    Grazie Lucy!

Leave a Reply